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Cultura 2 min di lettura1 ora fa

Tra luce e ombra: Venezia ospita il Dark Balance di Giuntoli

Alla Gervasuti Foundation, la personale di Anastasia Giuntoli-Starovoitova mette in scena il confronto tra gesto pittorico, materia e forze interiori fino al 31 ottobre.

Alla Gervasuti Foundation di Venezia, negli spazi di Supernova in Cannaregio 3218/A, Fondamenta della Sensa, è possibile visitare fino al 31 ottobre Dark Balance, personale di Anastasia Giuntoli-Starovoitova. L’esposizione rientra negli appuntamenti speciali, Diary #12, del Padiglione Nazionale della Repubblica Unita della Tanzania alla 61ª Biennale Arte 2026.

Il percorso è stato inaugurato ieri e propone opere di varie dimensioni, sviluppate a partire dalla ricerca che l’artista presenta anche con due grandi tele all’interno del padiglione tanzaniano.

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Un dialogo con l’identità tanzaniana

La mostra si collega al progetto del Padiglione della Tanzania, intitolato “Frequenze minori: la vita interiore di una nazione”. Curato da Martina Cavallarin e Lorna Benedict Mashiba, il progetto affronta il tema dell’identità nazionale attraverso esperienze intime e territori tra loro diversi.

L’architettura di archeologia industriale della Gervasuti Foundation amplifica il carattere immersivo dell’allestimento. Le opere si inseriscono così in un ambiente pensato come spazio di relazione tra percezioni, opposizioni e cambiamenti.


La pittura cerca un equilibrio mobile

Nelle tele, bianco e nero funzionano come estremi di un’indagine che passa dal visibile all’invisibile e dalla consistenza fisica della materia a una dimensione cosmica. Il gesto dell’artista conserva una componente istintiva, ma viene contenuto da una costruzione rigorosa della composizione.

Il risultato è una pittura attraversata da contrasti persistenti: luce e buio, ordine e disordine, impulso emotivo e controllo formale convivono senza fissarsi in una soluzione definitiva. La mostra porta avanti questa tensione come un processo in costante mutamento.

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Un percorso nato da oltre dieci anni

Dark Balance prosegue il rapporto professionale tra Giuntoli-Starovoitova e Martina Cavallarin, una collaborazione curatoriale iniziata più di dieci anni fa. Tra le tappe precedenti figurano le esposizioni veneziane del 2014 e la personale milanese Di sogni & incubi del 2016.

Nel tempo, Cavallarin ha accompagnato una ricerca fondata sull’intreccio fra astrazione, emozioni e inconscio. L’appuntamento veneziano ne amplia la prospettiva, collegando la componente psicologica della pittura a un’analisi delle energie che coinvolgono la materia e l’esperienza umana.


Dall’economia alla ricerca artistica

Nata nel 1973 ad Arkhangelsk, nell’allora Unione Sovietica, e cresciuta a Kiev, Anastasia Giuntoli-Starovoitova ha conseguito una laurea in Economia prima di lavorare nel design d’interni e scegliere la pittura. Questo percorso composito contribuisce alla particolare fisionomia del suo linguaggio.

Nelle sue opere, la libertà del segno e l’accumulo degli strati materici si combinano con un approccio analitico. La personale alla Gervasuti Foundation rende visibile proprio questo incontro tra esplorazione intuitiva e organizzazione della superficie.

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