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Cultura 3 min di lettura1 ora fa

Jeffrey Archer, l’ultimo romanzo arriva dopo la morte: aveva 86 anni

Lo scrittore britannico, autore di saghe da oltre 300 milioni di copie, è scomparso nella sua casa pochi giorni prima dell’uscita di «Adam and Eve».

Il suo ultimo incontro pubblico risale a pochi giorni fa, quando aveva presentato a Londra il romanzo «Adam and Eve» e firmato copie per i lettori. Jeffrey Archer è morto a 86 anni nella propria abitazione, mentre lavorava ancora ai suoi libri: la notizia è stata diffusa dalla casa editrice HarperCollins, che ha parlato di una scomparsa «improvvisa e serena».

L’uscita del nuovo titolo è prevista questa settimana. Con una carriera letteraria durata cinquant’anni, Archer aveva superato i 300 milioni di copie vendute nel mondo, costruendo la propria fama tra romanzi, racconti e opere teatrali. La sua biografia pubblica, però, è stata segnata anche dall’attività politica e da una condanna per falsa testimonianza.


L’ultimo incontro prima della scomparsa

Domenica scorsa Archer era salito sul palco del Leicester Square Theatre insieme a Gyles Brandreth, presentatore e scrittore, per parlare del nuovo libro. Brandreth ha riferito che l’autore aveva definito «Adam and Eve» il suo ultimo romanzo e lo ha ricordato come una persona «divertente, coinvolgente», ancora in grado di catturare il pubblico attraverso i suoi racconti.

Nei giorni precedenti lo scrittore era tornato anche alla Wellington School, l’istituto frequentato durante la giovinezza, per presentare la sua opera. Era atteso inoltre al Cheltenham Festival per un appuntamento dedicato al libro. HarperCollins lo ha descritto come un «maestro della narrazione», sottolineando il rapporto speciale che aveva mantenuto con i suoi lettori.


Le saghe che lo resero famoso

Tra i suoi lavori più noti figurano «Non un soldo di più, non un soldo di meno», «Caino e Abele», «La figlia di Abele», «Primo fra tutti», «L’icona», «Sulle ali di un sogno», «L’onore dei ladri», «Quarto potere» e «L’undicesimo comandamento». Le edizioni italiane di molti di questi romanzi sono state pubblicate da Sperling e Kupfer; tra gli altri titoli figurano anche «Figli del destino» e «Il Vangelo secondo Giuda, di Beniamino Iscariota».

Dal 2011 Archer aveva sviluppato la saga dei Clifton, sette romanzi dedicati alle vicende intrecciate di due famiglie lungo un secolo. La serie comprende «Solo il tempo lo dirà», «I peccati del padre», «Un segreto ben custodito», «Attento a quel che desideri», «Più della spada», «Quando sarà il momento» e «Questo fu un uomo».

Negli anni più recenti aveva seguito anche le indagini del detective William Warwick, protagonista di «Chi nulla rischia», «Nascosto in bella vista», «Occhio non vede» e «Nemmeno sul mio cadavere». La sua esperienza in carcere era invece confluita nella trilogia «Prison Diaries», formata da «Hell - Belmarsh», «Purgatory - Wayland e Heaven» e «North Sea Camp».

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Dalla politica alla condanna

Nato a Londra il 15 aprile 1940, Archer crebbe a Weston-super-Mare, nel Somerset. Prima di dedicarsi pienamente alla narrativa aveva intrapreso la carriera nel Partito conservatore: nel 1969 era stato eletto alla Camera dei Comuni per il collegio di Louth, incarico mantenuto per cinque anni, e in seguito era diventato vice presidente del partito.

Nel 1992 era entrato nella Camera dei Lord come pari a vita. La sua posizione politica fu però compromessa dalle vicende giudiziarie legate a una causa per diffamazione contro il «Daily Star», avviata nel 1987. Dopo aver ottenuto un risarcimento di 500.000 sterline, Archer fu accusato di aver costruito una versione falsa dei fatti e nel 2001 venne condannato a quattro anni per falsa testimonianza e intralcio alla giustizia.

Scarcerato nel 2003, tornò successivamente alla Camera dei Lord, da cui si ritirò nel 2024. Gli anni trascorsi in prigione divennero poi il materiale per i suoi diari dedicati alla detenzione.


Una famiglia e molti ricordi

Archer era sposato con Mary, scienziata, e quest’anno la coppia aveva celebrato sessant’anni di matrimonio. Dal loro matrimonio sono nati due figli; la famiglia comprende anche cinque nipoti.

La leader dei Conservatori Kemi Badenoch ha definito la morte dello scrittore «un enorme shock», ricordando di aver ricevuto da lui un messaggio proprio la mattina della scomparsa. Nadhim Zahawi, già cancelliere dello Scacchiere, lo ha invece ricordato come un «caro amico», mettendo in evidenza il talento per la scrittura, l’ironia e l’energia che lo avevano accompagnato per decenni.

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