Carlo Acutis, il film nei luoghi della sua vita: ecco dove
Milano diventa la scenografia più autentica del tv movie dedicato a Carlo Acutis, tra la scuola frequentata dal giovane, la sua parrocchia e i luoghi della quotidianità.
Non sono soltanto chiese o ambienti scelti per ricreare una dimensione solenne: il tv movie racconta Carlo Acutis attraverso gli spazi che appartenevano davvero alla sua vita. Milano, in particolare, accompagna la storia del giovane informatico e futuro santo, con alcune eccezioni ricostruite per esigenze narrative.
Milano resta il cuore del racconto
La produzione ha concentrato gran parte delle riprese in una zona circoscritta del capoluogo lombardo, definita dal produttore un “quadrilatero” legato all’esistenza di Acutis. Il film sarà trasmesso in esclusiva su Canale 5 e sarà disponibile anche su Mediaset Infinity domenica 27 settembre, in prima serata.
Tra gli scorci riconoscibili compare Piazza Tommaseo, dove il piccolo Carlo viene mostrato all’uscita dall’Istituto delle Marcelline. La fioritura delle magnolie colora la piazza e fa da sfondo a una scena quotidiana, lontana dalle rappresentazioni più ufficiali della santità.
Scuola e parrocchia sono reali
Un ruolo importante è affidato alla Chiesa di Santa Maria Segreta, la parrocchia frequentata dalla famiglia Acutis. Il nome richiama il tempio dedicato a Demetra che, in epoca antica, si trovava nell’area oggi occupata dall’edificio neobarocco.
L’oratorio della chiesa ospita le sequenze in cui Carlo insegna catechismo ai suoi coetanei. Anche il liceo Leone XIII è una location autentica: l’istituto gesuita frequentato dal ragazzo appare in diverse scene, con alcuni studenti reali coinvolti come comparse.
Dalla solidarietà alle ultime ore
Piazza Vetra e l’area delle Colonne di San Lorenzo fanno da sfondo a un momento in cui l’adolescente distribuisce coperte alle persone senza dimora. Le immagini attraversano anche il Parco delle Basiliche, uno dei luoghi più frequentati del centro milanese.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
La storia segue Carlo in tre fasi della sua vita. Da bambino, interpretato da Nicolò Caruz Jaramillo, manifesta una fede precoce; a undici anni, con il volto di Edoardo Vitalone, sviluppa la passione per il computer e utilizza la Rete per divulgare la fede cristiana. Quando, a sedici anni, si ammala di leucemia acuta, Samuele Carrino interpreta un ragazzo che prova a sostenere i genitori, il domestico originario delle Mauritius e i medici degli ospedali milanesi.
Le case sono ricostruite
Non appartengono invece alla famiglia Acutis gli appartamenti utilizzati per gli interni domestici. La casa dei genitori e quella della festa con i compagni sono state individuate nel centro di Milano, nelle vicinanze della Scala e di Parco Sempione.
Durante la festa Carlo pronuncia una delle frasi a lui più note: “Tutti nascono originali, ma molti muoiono come fotocopie e io non voglio”. Nel film, la città resta una presenza costante anche attraverso scorci panoramici e riprese dall’alto.
Duomo e musei completano le riprese
Per mostrare Milano da una prospettiva elevata, sono state aperte in via straordinaria le terrazze del Duomo. Le immagini della cattedrale e dello skyline rafforzano il legame tra il protagonista e il contesto urbano in cui è cresciuto.
Tra gli altri luoghi indicati dalla Regione Lombardia, che ha sostenuto la produzione, figurano l’Acquario civico e il Museo di Storia Naturale. Le scene ambientate nell’ospedale dove Carlo trascorre le ultime ore sono state invece realizzate in una clinica di Monza. Il film di Giacomo Campiotti arriva a poco più di un anno dalla canonizzazione, celebrata il 7 settembre 2025 da Papa Leone XIV.
Continua a leggere
Libri, miti e memoria: l’Umbria si prepara a due festival
Perugia e Terni ospiteranno oltre 50 appuntamenti tra autori, editori regionali, scuole, teatro e arti visive sotto il tema del «Ramo d’oro».
Pierre Cardin, il futuro prende casa a Venezia: dentro il nuovo museo
Palazzo Bragadin apre le sue stanze alla memoria creativa del grande stilista, tra capi unici, prototipi e il legame mai spezzato con la laguna.
La madre di Myrta Merlino rivive in un libro: «Dovevo ritrovarla
Alla Feltrinelli di Largo Argentina la giornalista ha raccontato il legame con Annamaria e il lungo percorso personale nato dalla sua scomparsa.
L’Aquila, oltre 3mila persone e grandi nomi: il bilancio del festival
La quarta edizione della rassegna abruzzese ha riunito pubblico, studenti, editori locali e protagonisti della cultura italiana in quattro giornate di incontri.