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Cultura 3 min di lettura3 giorni fa

ASI, la sfida dei prossimi 20 anni: storia, giovani e futuro

A Misano Adriatico l’Automotoclub Storico Italiano celebra sei decenni guardando alla tutela culturale, alla sostenibilità e all’apertura internazionale.

Il progetto per i prossimi vent’anni punta su un’ASI più globale, più digitale e capace di coinvolgere nuove generazioni. Alberto Scuro, presidente dell’Automotoclub Storico Italiano e da pochi mesi anche della FIVA, immagina un’organizzazione impegnata non soltanto a certificare i mezzi d’epoca, ma anche a raccontarne il valore. Tra gli obiettivi c’è il riconoscimento UNESCO del motorismo storico come patrimonio culturale immateriale: non solo vecchie automobili da conservare, ma una testimonianza dell’evoluzione tecnica e sociale dell’umanità.


La sostenibilità passa dai carburanti

Il tema ambientale resta uno dei nodi più delicati. Scuro ricorda che i veicoli storici certificati percorrono mediamente circa mille km all’anno e, nella maggior parte dei casi, non vengono impiegati per gli spostamenti quotidiani. Questo elemento, secondo l’ASI, deve essere considerato quando si valuta il loro impatto complessivo.

Da circa tre anni l’associazione sta sperimentando un biocombustibile destinato anche ai motori più datati. I test avrebbero mostrato la possibilità di utilizzarlo su mezzi molto anziani, compresi quelli centenari, senza alterarne le caratteristiche tecniche. Il prezzo attuale, vicino ai sei euro al litro, rappresenta tuttavia un ostacolo: l’auspicio è che una diffusione più ampia possa ridurre i costi. Per ora, sottolinea Scuro, la priorità è provare che una soluzione praticabile esiste.


Misano racconta un mondo intero

La celebrazione dei 60 anni dell’ASI si svolge a Misano Adriatico con una rassegna che va oltre il tradizionale binomio formato da auto e moto. In pista arrivano veicoli commerciali e agricoli, mezzi militari, aeromobili e imbarcazioni: una rappresentazione della mobilità sviluppata tra terra, acqua e cielo.

L’associazione riunisce 28 commissioni e, attraverso questa articolazione, segue numerosi ambiti della storia motoristica. Per il presidente, l’appuntamento romagnolo rende visibile la varietà di un settore nel quale convivono mezzi civili e militari, produzioni industriali e testimonianze artigianali.


Dalla tutela alla rete internazionale

Scuro individua tre passaggi decisivi nel percorso dell’ASI. Il primo è l’inserimento dei veicoli storici tra i beni riconosciuti come meritevoli di tutela culturale dal Parlamento italiano. Il secondo riguarda l’introduzione di strumenti di protezione e agevolazioni che hanno aiutato i proprietari a mantenere in vita i mezzi. Il terzo coincide con la fase attuale, caratterizzata dalla ricerca di una maggiore collaborazione nazionale e internazionale.

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In questo quadro si colloca il rapporto con ACI, costruito sulla consapevolezza che regole diverse tra comuni confinanti possono creare problemi impossibili da risolvere con iniziative isolate. Il dialogo tra le due organizzazioni viene descritto come aperto e utile a favorire un approccio più uniforme.


L’Italia piace anche all’estero

La presidenza della FIVA offre a Scuro una prospettiva internazionale. L’Italia, spiega, occupa una posizione solida grazie alla qualità dei suoi club, delle collezioni e degli eventi. A rendere il Paese attrattivo contribuisce anche una filiera artigiana specializzata, ormai scomparsa in molte altre nazioni, oltre a un turismo interessato a vivere esperienze legate ai veicoli storici.

L’interesse non riguarda soltanto la passione. Il ministero dell’Economia cinese, per esempio, si è rivolto agli interlocutori italiani per comprendere come sviluppare un mercato delle auto d’epoca trasparente e dotato di sistemi di certificazione affidabili. Le difficoltà legate alla circolazione dei capitali e alla valorizzazione dei mezzi restano, ma la richiesta conferma il peso economico del comparto.


Giovani, emozioni e futuro

Per avvicinare gli under 30 non basta trasformare le automobili in oggetti da museo. L’ASI registra una partecipazione significativa dei giovani agli eventi in cui si incontrano proprietari, appassionati e mezzi d’epoca. Il primo contatto può nascere anche da una Vespa, da una 500 o da una motocicletta, senza che sia necessario possedere un modello prestigioso.

Il punto centrale, secondo Scuro, è consentire un rapporto diretto con la meccanica: ascoltare un motore, comprendere il funzionamento di una vettura e, quando possibile, guidarla. “Il motorismo storico non è nostalgia. È futuro!”, ha detto il presidente, indicando nella dimensione concreta dell’esperienza il modo più efficace per trasmettere la passione e mantenere vivo questo patrimonio.

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