80 milioni per Kandinsky? Il quadro che punta al primato
A New York sarà offerta una tela realizzata al Bauhaus: la stima potrebbe spingere l’artista oltre il record d’asta raggiunto nel 2023.
Il primato di Wassily Kandinsky potrebbe cambiare il 17 novembre, quando a New York verrà proposta «Betonte Ecken», opera del 1922-1923 valutata tra 60 e 80 milioni di dollari. La tela sarà tra i lotti principali della vendita serale di Christie’s dedicata all’arte del XX secolo.
A rendere particolarmente rilevante l’appuntamento non è soltanto la cifra attesa. Il dipinto misura 130 x 130 centimetri, proviene da una lunga storia museale e appartiene a una fase decisiva della ricerca dell’artista russo, nella quale geometrie, colori e diagonali diventano strumenti di una pittura completamente autonoma dalla rappresentazione figurativa.
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Il primato è ormai nel mirino
La quotazione più alta mai raggiunta da Kandinsky resta quella ottenuta nel 2023 da «Murnau mit Kirche II», venduto da Sotheby’s a Londra per 44,8 milioni di dollari. La stima di «Betonte Ecken» supera dunque ampiamente quella soglia, anche se il risultato finale dipenderà dall’andamento delle offerte.
Il dipinto sarà inoltre accompagnato da una garanzia di vendita. Christie’s ha precisato che questa condizione assicura l’aggiudicazione secondo i termini stabiliti, ma non stabilisce in anticipo il prezzo conclusivo. L’interesse per Kandinsky è stato confermato anche dall’aggiudicazione londinese di «Das bunte Leben», battuto per 31,56 milioni di sterline, circa 42 milioni di dollari secondo i dati della casa d’aste.
Una tela nata nel cuore del Bauhaus
«Betonte Ecken», traducibile come «Angoli accentuati», fu realizzato a Weimar durante i primi anni di Kandinsky al Bauhaus. La composizione riunisce forme geometriche, linee oblique e campi cromatici concentrati, creando un equilibrio mobile nel quale confluiscono le sperimentazioni costruttiviste sviluppate in Russia e l’impostazione formale della scuola tedesca.
Il lavoro preparatorio risale al novembre 1922, mentre la versione definitiva venne completata tra dicembre dello stesso anno e gennaio 1923. Poco prima, nell’ottobre 1922, Kandinsky aveva dipinto grandi murali per il foyer della Juryfreie Kunstschau di Berlino. La tela anticipa alcuni elementi di «Komposition VIII», eseguita nel 1923 e oggi custodita al Solomon R. Guggenheim Museum di New York.
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Dalla collezione Rebay al museo
Il percorso dell’opera sul mercato iniziò a Berlino nel 1926, quando fu presentata in asta dalla collezione Schwarz. In seguito passò alla Galerie Nierendorf e, intorno al 1929, venne acquistata da Hilla Rebay, artista e consulente di Solomon R. Guggenheim.
Guggenheim la comprò successivamente da Rebay e la donò nel 1941 al Museum of Non-Objective Painting di New York, destinato a diventare nel 1952 la Solomon R. Guggenheim Foundation. Il dipinto rimase nella raccolta fino al 1964, poi fu venduto a Londra da Sotheby’s a Stephen Hahn. Dopo il passaggio nella collezione di Sandra e David Bakalar, tornò sul mercato nel 1986: l’attuale proprietario lo acquistò a New York e non ha reso pubblica la propria identità.
La musica dietro l’astrazione
Per Kandinsky colori e forme non avevano una funzione ornamentale. Dovevano piuttosto suggerire ritmo, armonia e tensione, secondo una visione fortemente legata alla musica e all’idea di costruire un linguaggio visivo capace di esprimere l’interiorità.
Nato a Mosca nel 1866, il pittore arrivò all’arte dopo studi di diritto ed economia. Nel 1896, assistendo al «Lohengrin» di Richard Wagner al Teatro Bolshoj, maturò la convinzione che la pittura potesse avere una potenza simile a quella musicale. Tra il 1911 e il 1913 realizzò alcune tra le prime opere pienamente astratte della tradizione occidentale, partecipò al gruppo Der Blaue Reiter e pubblicò «Lo spirituale nell’arte».
Nel 1922 si trasferì a Weimar per insegnare al Bauhaus. Dopo la chiusura della scuola da parte del regime nazista nel 1933, si stabilì in Francia, dove morì nel dicembre 1944. Paige Kestenman, responsabile insieme ad altri della vendita serale di Christie’s, considera «Betonte Ecken» un passaggio essenziale sia nella maturazione di Kandinsky sia nella storia dell’astrazione.
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