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Cronaca 2 min di lettura5 giorni fa

Weinstein, altra sentenza pesante: 15 anni e il capitolo non è chiuso

La pena legata al caso Miriam Haley arriva dopo anni di ricorsi e processi, mentre in California resta aperto il fronte su un’altra condanna per violenze a Los Angeles.

La vicenda giudiziaria di Harvey Weinstein non si è chiusa con la nuova sentenza di New York: per il produttore arriva ora una condanna a 15 anni di carcere, legata all’aggressione sessuale ai danni di Miriam Haley nel 2006. Il procedimento, dopo l’annullamento di una precedente decisione e due processi finiti senza esito, aggiunge un altro passaggio a una storia lunga nove anni che ha avuto un peso decisivo anche fuori dall’aula, alimentando il movimento #MeToo.


La pena a New York dopo anni di

Il tribunale ha stabilito 15 anni di prigione per l’episodio che coinvolse l’ex assistente di produzione televisiva Miriam Haley. La decisione arriva al termine di un percorso giudiziario molto complesso, segnato da un verdetto precedente cancellato e da due processi che non avevano portato a una conclusione definitiva.

Questa nuova condanna rappresenta quindi un punto importante nel filone newyorkese della vicenda. Non chiude però tutti i fronti aperti contro Weinstein, che resta coinvolto in altri procedimenti e in ulteriori accertamenti sulla durata complessiva della pena.

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Anche la California decide il prossimo passo

Secondo Variety, dopo New York ci sarà una nuova determinazione della pena in California per gli episodi del 2013, quando Evgeniya Chernyshova ha denunciato uno stupro e un’aggressione sessuale in un hotel di Los Angeles. Il giudice Curtis Farber ha spiegato che sarà lo Stato della California a stabilire se il carcere dovrà essere scontato in contemporanea oppure uno dopo l’altro. La data non è stata ancora fissata.

Nel frattempo Miriam Haley è tornata a parlare in aula dell’impatto del caso sulla sua vita. Ha raccontato di non aspettarsi di ritrovarsi di nuovo in tribunale sei anni dopo la prima condanna e ha aggiunto: «certamente non pensavo che mi sarei trovata di nuovo qui sei anni dopo la prima condanna, confido che questa sarà l'ultima». Ha poi descritto un esame incrociato vissuto come logorante, oltre alle molestie e alle minacce ricevute online.

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