Regeni, tre condanne ma resta il mistero sulla morte
La Corte d’Assise di Roma ha inflitto dieci anni a tre agenti egiziani per il sequestro e assolto un quarto imputato: esclusa l’accusa di omicidio.
La sentenza su Giulio Regeni ha riacceso il confronto politico sui rapporti tra l’Italia e l’Egitto. Elly Schlein, presente davanti al tribunale, ha stretto in un abbraccio Paola e Claudio Regeni, mentre Matteo Renzi ha ricordato le responsabilità attribuite agli apparati egiziani e le diverse fasi del riavvicinamento diplomatico avvenuto dopo il richiamo dell’ambasciatore deciso dal suo governo.
La famiglia vede riconosciuta una parte della verità
Dopo dieci anni di attesa, i genitori e la sorella Irene hanno accolto il verdetto senza manifestazioni plateali, mantenendo un atteggiamento composto. La loro battaglia giudiziaria ha portato almeno al riconoscimento del coinvolgimento di strutture legate allo Stato egiziano nel rapimento del ricercatore.
Lasciando piazzale Clodio attraverso la loro avvocata Alessandra Ballerini, Paola, Claudio e Irene hanno affidato a una dichiarazione comune la propria reazione: «È evidente che bisognerà leggere le motivazioni, ma oggi sappiamo che la nostra fede nella giustizia è stata ben riposta. Da oggi tutti i cittadini del mondo possono sentirsi più sicuri».
Procura soddisfatta, ma l’omicidio resta senza colpevoli
Il procuratore di Roma Francesco Lo Voi ha sostenuto che l’impianto dell’accusa abbia retto nella sua parte essenziale. A suo giudizio, la decisione giudiziaria conferma che il sequestro fu compiuto da persone riconducibili agli apparati statali egiziani, nonostante l’assenza di una collaborazione concreta da parte delle autorità del Cairo.
Il procuratore aggiunto Sergio Colaiocco, titolare dell’inchiesta fin dall’inizio, ha definito il risultato «una sentenza storica» e coerente con la ricostruzione sostenuta dalla Procura. I magistrati, tuttavia, attenderanno le motivazioni prima di decidere se ricorrere in appello: il deposito è previsto entro 90 giorni.
Dieci anni per tre imputati
La prima Corte d’Assise di Roma ha condannato a 10 anni ciascuno Magdi Ibrahim Abdelal Sharif, Uhsam Helmi e Athar Kamel Mohamed. Per tutti il collegio ha riconosciuto il sequestro di persona, mentre non ha ritenuto provato il loro coinvolgimento nell’uccisione e nelle torture subite da Regeni.
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Sharif era l’unico imputato per il quale era stata contestata anche la responsabilità per la morte del ricercatore e nei suoi confronti la Procura aveva chiesto l’ergastolo. Il generale Tariq Sabir è stato invece assolto da ogni accusa. La sentenza ha inoltre stabilito risarcimenti provvisori immediatamente esecutivi: 200mila euro per ciascuno dei genitori, 100mila euro per Irene e 150mila euro destinati alla Presidenza del Consiglio dei ministri.
La ricostruzione del sequestro
Secondo quanto riconosciuto dai giudici, Regeni fu prelevato al Cairo il 25 gennaio, dieci anni fa, da soggetti collegati agli apparati egiziani. Il ricercatore sarebbe stato poi condotto in una villetta alla periferia della capitale, nella disponibilità dei servizi segreti.
Su ciò che accadde dopo, però, il collegio non ha ritenuto sufficienti gli elementi raccolti per attribuire l’omicidio a uno degli imputati. Il corpo di Regeni venne ritrovato il 2 febbraio 2016 lungo la strada tra Alessandria d’Egitto e il Cairo.
Le reazioni politiche dopo il verdetto
Schlein ha parlato di un risultato reso possibile dal lavoro della Procura e dalla perseveranza della famiglia. Secondo la segretaria del Pd, la condanna di tre appartenenti agli apparati egiziani impedisce di negare ancora il ruolo del regime nel sequestro e nelle torture.
Nicola Fratoianni ha chiesto al governo Meloni di rivedere i rapporti con il Cairo e ha sollecitato il ministro Antonio Tajani a pretendere la consegna dei responsabili e una collaborazione effettiva con la magistratura italiana. Renzi, invece, ha ricordato che il ripristino delle relazioni con l’Egitto è avvenuto durante i governi Conte, Draghi e Meloni, dopo la decisione del suo esecutivo di richiamare l’ambasciatore.
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