Weinstein, 15 anni: il giudice lo lega al MeToo
Per il caso Haley arriva una nuova condanna a New York: l’ex produttore ha chiesto perdono, ma l’accusa puntava a 20 anni e il tribunale ha ripercorso anche l’impatto sulla vittima.
Secondo Curtis Farber, Harvey Weinstein resterà nella memoria non soltanto per i film che ha prodotto, ma anche come simbolo del MeToo. Davanti al tribunale, il magistrato gli ha ricordato che avrebbe potuto lasciare un’eredità ben diversa, ma che l’ha compromessa con l’aggressione a Miriam Haley.
La frase del giudice che pesa di più
"Aveva tutto. La sua eredità avrebbe potuto essere suggellata dalla grandezza. Ma ha mandato tutto in fumo aggredendo Miriam Haley". È questa la sintesi più dura arrivata prima della decisione finale, che ha fissato in 15 anni la pena per l’ex produttore di Hollywood.
Haley e la richiesta dell’accusa
La vicenda riguarda l’aggressione del 2006 nell’appartamento di Manhattan dove viveva Miriam Haley, allora assistente di produzione televisiva. La condanna è arrivata dopo una lunga sequenza di ricorsi, annullamenti e un nuovo processo che ha riportato il caso davanti ai giudici nel 2025.
Prima del verdetto, Haley si è presentata in aula e ha descritto le conseguenze di quanto subito, parlando di molestie, umiliazioni e attacchi alla sua reputazione negli ultimi sette anni. Ha sostenuto di essere stata diffamata pubblicamente da Weinstein, dal suo gruppo difensivo e da podcaster che ritiene fossero stati ingaggiati per danneggiarla.
La procura di New York, attraverso la vice procuratrice distrettuale Nicole Blumberg, aveva chiesto una pena più severa: 20 anni di carcere, più 5 anni di libertà vigilata dopo l’uscita dal penitenziario. In risposta, la difesa aveva domandato 9 anni, sostenendo che le condizioni di salute dell’imputato rendessero troppo pesante una detenzione lunga.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Rimorso, salute e nuovi sviluppi
Weinstein, 74 anni, ha detto di provare rimorso per Haley. "Vivo con molti rimpianti e mi scuso sinceramente per le mie azioni", ha affermato nella sua dichiarazione. I suoi avvocati hanno insistito su una diagnosi che comprende diversi problemi, tra cui un tumore del sangue e una cardiopatia.
Il nuovo verdetto si inserisce in una storia giudiziaria già molto complessa. Nel 2020 Weinstein era stato condannato a 23 anni di carcere dopo che una giuria lo aveva ritenuto colpevole per il caso Haley e per lo stupro di Jessica Mann, ma nel 2024 la Corte Suprema di New York ha annullato quelle sentenze. I giudici hanno stabilito che il procedimento era stato viziato dalla presenza, come testimoni, di donne che dicevano di aver subito abusi da Weinstein pur non essendo parte civile nel processo.
Dopo quell’annullamento, l’ex produttore è tornato davanti alla corte nel 2025 e ha ricevuto di nuovo una condanna per l’aggressione a Haley.
Continua a leggere
Regeni, tre condanne ma resta il mistero sulla morte
La Corte d’Assise di Roma ha inflitto dieci anni a tre agenti egiziani per il sequestro e assolto un quarto imputato: esclusa l’accusa di omicidio.
Regeni, verdetto diviso: 10 anni a tre 007 egiziani
A dieci anni dalla morte del ricercatore, la Corte d’Assise di Roma ha condannato tre imputati e assolto il quarto agente dei servizi segreti.
Piantedosi, la falla negata per mesi: in gioco 147 GB di dati
Una risposta ufficiale aveva escluso qualsiasi violazione dell’account di Matteo Piantedosi.
Etna, il cielo di Catania torna libero: stop alle restrizioni
L’aeroporto siciliano torna pienamente operativo dopo il calo delle ceneri e il passaggio dell’allerta aeronautica dal livello rosso a quello arancione.