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Cronaca 2 min di lettura12 ott

Vivo sotto i detriti: il difficile salvataggio nella grotta di Gorropeddu

Il 31enne è stato raggiunto vocalmente dai soccorritori e risulta cosciente, ma massi instabili e cumuli di materiale rallentano l’intervento

La priorità è raggiungere lo speleologo prima possibile: l’uomo, 31 anni e residente nel Sassarese, è bloccato all’interno della grotta di Gorropeddu, a Urzulei, in Ogliastra. I soccorritori sono riusciti a parlargli e hanno verificato che è vivo e cosciente, ma la frana ha reso estremamente complesso ogni tentativo di avvicinamento.

Quando sono state diffuse le informazioni, l’uomo si trovava sottoterra da circa 16 ore. La massa di detriti lo ha quasi completamente sepolto a una profondità di dieci metri, mentre le squadre impegnate nello scavo devono procedere con estrema prudenza per non provocare nuovi cedimenti.


Il contatto c’è, ma l’uscita resta lontana

La comunicazione a voce con lo speleologo rappresenta l’elemento che consente ai soccorritori di monitorare la situazione durante l’intervento. Tuttavia, il collegamento non significa che il percorso per liberarlo sia già stato aperto: tra l’uomo e l’esterno rimane una quantità consistente di materiale da rimuovere.

A complicare il lavoro sono soprattutto i blocchi di roccia ancora instabili. Ogni movimento deve quindi essere valutato con attenzione, perché l’eliminazione dei detriti potrebbe alterare l’equilibrio della frana e causare ulteriori crolli nella cavità.


Decine di specialisti sul posto

Le operazioni sono andate avanti per tutta la notte e proseguono con il coinvolgimento del Corpo nazionale del Soccorso alpino e speleologico e dei vigili del fuoco. Sul terreno è presente anche il distaccamento dei Vigili del Fuoco di Tortolì, insieme alle squadre Speleo alpino fluviali del comando di Nuoro.

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Dall’Aeronautica militare di Decimomannu sono state trasferite a Gorropeddu 16 unità Usar Medium, specializzate nella ricerca e nel soccorso in scenari complessi. Il dispositivo comprende inoltre operatori del Cnsas e diverse unità della Protezione civile di Dorgali.


Scavi coordinati dalla base avanzata

Per dirigere le attività è stato predisposto nelle vicinanze un posto di Comando avanzato. La struttura serve a coordinare i diversi gruppi impegnati nello scavo, nella messa in sicurezza dell’area e nell’assistenza tecnica necessaria per raggiungere il punto in cui si trova il 31enne.

La principale difficoltà resta la rimozione del materiale accumulato dall’evento franoso. I soccorritori devono avanzare gradualmente, controllando la stabilità dei massi e limitando il rischio di nuovi distacchi mentre cercano di aprire un passaggio verso lo speleologo.

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