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Cronaca 2 min di lettura23 set

Violenza domestica, le tracce nei conti bancari che svelano gli abusi

Uno studio britannico mostra che il controllo economico lascia impronte riconoscibili nei movimenti bancari, spesso molto prima della denuncia.

La violenza economica resta in gran parte nascosta, ma i numeri raccontano che non è affatto marginale. In Italia, secondo l’Istat, il 39,7% delle donne che si rivolgono ai Centri Antiviolenza segnala anche questo tipo di abuso; tra le over 60 la quota arriva al 47%.


I segnali che emergono dai conti

Le conseguenze non si fermano al momento della denuncia. I ricercatori sostengono che il disagio finanziario possa accumularsi nel tempo, lasciando tracce leggibili per anni nei dati bancari e non solo in un singolo episodio che spinge la vittima a chiedere aiuto.

Lo studio britannico pubblicato su Nature ha analizzato oltre 5.400 donne che avevano comunicato alla propria banca di subire abusi finanziari. Nel confronto con un gruppo di controllo di 15.600 persone, con profilo demografico e socioeconomico simile, sono stati esaminati 373 indicatori legati sia alle operazioni sia alla gestione del conto.


Debiti, prelievi e minore autonomia

Dall’analisi è emerso un quadro di crescente fragilità economica: i risparmi si esauriscono, i debiti aumentano e possono arrivare mancati pagamenti con un peggioramento della affidabilità creditizia. Le vittime, inoltre, tendono a tagliare le spese personali, a sostenere esborsi più alti per trasporti e legali e a prelevare più contante.

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Tra gli altri campanelli d’allarme figurano cambi più frequenti di indirizzo e password, insieme a una maggiore probabilità di chiedere sussidi di assistenza sociale. I risultati sono stati raccolti dal Lloyds Banking Group di Londra con il contributo di studiosi della London Metropolitan University e delle università di Warwick, Nottingham e Durham.


Una lettura utile anche per prevenire

Nello studio, i ricercatori scrivono che le vittime finiscono per perdere indipendenza economica e stabilità, oltre a subire un forte stress finanziario. Per questo, secondo gli autori, questi dati potrebbero aiutare a costruire indicatori di vulnerabilità e strumenti di intervento più efficaci.

Il punto centrale, sottolineano gli autori, è che l’abuso finanziario non va letto come un fatto isolato. Può invece svilupparsi lungo periodi estesi, ben prima che la persona coinvolta decida di segnalarlo alla banca o di denunciarlo in modo formale.

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