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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Vieri sceglie la famiglia: il retroscena sui Plasmon di Inzaghi

L’ex centravanti racconta la vita accanto a Costanza Caracciolo, l’impegno quotidiano con Stella e Isabel e il motivo per cui ha rinunciato alla panchina.

Per Christian Vieri la vera svolta non è arrivata su un campo da calcio, ma nella vita privata. Oggi l’ex bomber dedica gran parte delle sue giornate a Costanza Caracciolo e alle figlie Stella e Isabel, con una routine fatta di scuola, sport, lezioni e impegni familiari.

Il suo passato da calciatore riaffiora anche a tavola, attraverso un ricordo curioso legato alla Nazionale. Vieri ha raccontato che le trasferte non partivano senza i biscotti preferiti da Filippo Inzaghi: «I Plasmon di Pippo Inzaghi. La nazionale di calcio non poteva partire per una trasferta se non c’erano i Plasmon».


La famiglia ha cambiato le priorità

Il rapporto con Costanza Caracciolo è cominciato nel 2017 e ha portato Vieri a costruire una nuova quotidianità lontana dall’immagine del latin lover che lo aveva accompagnato per anni. I due si sono sposati con rito civile a Milano il 18 marzo 2019, dopo la nascita della prima figlia.

Stella è venuta al mondo il 18 novembre 2018, mentre Isabel è nata il 17 marzo 2020. Vieri ha spiegato che, prima di conoscere Costanza, viveva a Miami e lavorava con la televisione del Paris Saint-Germain; dopo appena tre mesi di relazione, però, aveva già proposto di formare una famiglia.


Una giornata piena di impegni

Il ruolo di padre occupa oggi un posto centrale. Le bambine praticano attività diverse: hanno provato il padel e la ginnastica artistica, Stella fa atletica e insieme seguono anche lezioni di pianoforte. Vieri ha raccontato di accompagnarle continuamente da un appuntamento all’altro, tra allenamenti, scuola e feste di compleanno, anche fuori Milano.

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La sua partecipazione alla vita domestica passa anche dalla cucina. Ha spiegato di cenare con loro intorno alle 19.30 e di preparare soprattutto insalate, scherzando sulla possibilità di aprire un ristorante specializzato. Rispetto agli anni da atleta, quando seguiva un’alimentazione molto rigida a base di bresaola, prosciutto e pasta in bianco, oggi deve invece fare i conti con il minor consumo di energie.


Perché ha detto no alla panchina

A Trento, durante il Festival dello Sport, Vieri ha chiarito di non voler intraprendere la carriera da allenatore. La motivazione principale riguarda proprio la possibilità di accompagnare ogni mattina le figlie a scuola: «Sono la più grande gioia della mia vita e io voglio portarle a scuola tutte le mattine».

Secondo l’ex attaccante, guidare una squadra richiederebbe una presenza costante al campo, la preparazione degli allenamenti e la gestione di molte personalità, oltre ai rapporti con presidente e direttore. Ha definito il mestiere particolarmente duro perché i successi vengono attribuiti a più figure, mentre dopo una sconfitta la responsabilità ricade soprattutto sul tecnico.

Vieri ha quindi scelto di restare accanto alle bambine per gran parte della giornata, rinunciando alla panchina nonostante la possibilità di intraprendere quel percorso. L’ex centravanti della Nazionale ne ha parlato in un’intervista rilanciata da Vanity Fair, presentando la sua vita attuale come quella di un padre impegnato a tempo pieno.

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