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Cronaca 2 min di letturaieri

Via Gulli, il dopo-omicidio: cemento, droga e una telefonata sospetta

L’ex compagna di Cristian Matheus De Oliveira Morando ha raccontato agli investigatori chiamate, materiali acquistati e il consumo di crack dopo la morte di Fabio Colapietro.

Dopo la morte di Fabio Colapietro, nell’alloggio di via Gulli non sarebbe scattato immediatamente l’allarme: secondo quanto riferito agli investigatori, gli occupanti avrebbero coperto il corpo e continuato a consumare droga. Il quadro emerge dagli interrogatori e dalla testimonianza dell’ex compagna di Cristian Matheus De Oliveira Morando, accusato dell’omicidio, riportata nell’ordinanza del gip di Torino Antonio Borretta.


Il corpo coperto, poi il crack

Nel primo interrogatorio, De Oliveira Morando avrebbe spiegato che, dopo il decesso, nessuno sapeva come intervenire. La gestione della situazione sarebbe quindi passata a Nicole, che avrebbe sistemato una coperta sul corpo della vittima.

Successivamente, sempre secondo il racconto attribuito all’indagato, lui e le altre ragazze presenti nell’abitazione avrebbero ripreso a fumare crack. «Dopo che il ragazzo è morto – ha raccontato l’assassino - non sapevamo come muoverci e ho lasciato le redini della situazione a Nicole che a un certo punto ha messo al ragazzo morto una coperta addosso».


Le chiamate hanno insospettito l’ex

Un elemento centrale della ricostruzione riguarda i contatti tra l’uomo e la sua ex compagna. La donna ha riferito alla Squadra Mobile che il 23 settembre Matheus la contattò in video da un’abitazione a lei sconosciuta: appariva confuso, parlava in modo poco comprensibile e mostrava per pochi istanti guanti e nastro adesivo.

Il giorno successivo, intorno alle 18, arrivò una seconda videochiamata. Questa volta l’uomo si trovava in un negozio e stava acquistando cemento. Disse inizialmente che il materiale serviva ad aiutare un amico, ma poi manifestò un forte malessere e interruppe il collegamento con la scusa di dover pagare.

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L’audio prima delle videochiamate

Già il 22 settembre, la donna avrebbe ricevuto da De Oliveira Morando un messaggio audio. In quel contenuto, secondo la sua deposizione, l’uomo parlava di un danno ormai avvenuto e sosteneva che fosse troppo tardi per rimediare.

La testimone lo descriveva molto agitato. Lui avrebbe anche detto di voler avvisare la polizia, ma soltanto dopo aver messo in sicurezza la situazione, perché temeva conseguenze anche per sé.


Cemento e materiali sotto esame

La sequenza degli acquisti ha attirato l’attenzione degli investigatori: oltre al cemento, durante la prima chiamata erano comparsi guanti e nastro adesivo. L’ex compagna ha raccontato di essersi allarmata vedendo l’uomo in quello stato e di non aver compreso subito il significato di ciò che le stava mostrando.

Nella ricostruzione contenuta nell’ordinanza, il cemento sarebbe stato destinato a far sparire i resti di Colapietro. Le informazioni sulle telefonate e quelle fornite dall’indagato durante l’interrogatorio contribuiscono così a delineare le ore successive all’omicidio di via Gulli.

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