Via Fauché 9, assolti costruttore e progettista a Milano
La sentenza chiude il procedimento per abuso edilizio, lottizzazione abusiva e falso legato alla palazzina nel cortile.
Il costruttore e il direttore dei lavori, anche progettista, della palazzina di via Fauché 9 sono stati assolti a Milano.
Quattromilacinquecento famiglie hanno destinato i risparmi di una vita all'acquisto di un'abitazione e attendono ancora di sapere se e quando potranno entrarne in possesso. La situazione riguarda gli effetti più ampi dell'inchiesta urbanistica che ha coinvolto diversi interventi immobiliari in città.
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Le conseguenze per gli acquirenti
L'indagine aveva finito per fermare la costruzione di centinaia di appartamenti in varie zone di Milano. Per molte persone, quindi, l'investimento sostenuto per comprare casa è rimasto legato agli sviluppi dei procedimenti giudiziari.
A far partire gli accertamenti era stato l'esposto presentato da alcuni residenti. La segnalazione riguardava anche l'intervento di via Fauché 9, diventato uno dei casi esaminati nell'ambito dell'inchiesta sulla trasformazione edilizia del capoluogo lombardo.
L'edificio nel cortile
Al posto di un vecchio deposito situato all'interno di un cortile era stata realizzata una costruzione di due piani. L'opera era stata presentata come un intervento di riqualificazione dell'area.
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Nel procedimento erano coinvolti il costruttore e il professionista che aveva assunto sia la direzione dei lavori sia la progettazione. Le contestazioni riguardavano le modalità con cui era stato realizzato l'edificio.
Le accuse e la decisione
Agli imputati venivano contestati, a seconda delle rispettive posizioni, l'abuso edilizio, la lottizzazione abusiva e il falso. Il caso rientrava nel più ampio fascicolo sull'urbanistica milanese.
Il giudice ha assolto entrambi con la formula «Il fatto non costituisce reato». Per la palazzina di via Fauché 9, dunque, il procedimento si è chiuso con il riconoscimento dell'assenza di rilevanza penale dei fatti contestati.
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