Ventuno camere dietro il sushi: scatta il sequestro e la multa
A Burolo, nel Torinese, un controllo congiunto ha portato alla luce alloggi ricavati nel ristorante: contestate anche irregolarità sul lavoro e nella sicurezza.
Un’ispezione svolta a Burolo, in provincia di Torino, ha fatto emergere una situazione irregolare all’interno di un ristorante di sushi. Carabinieri e Asl hanno trovato numerosi ambienti usati come alloggi per i dipendenti, compreso uno spazio destinato alla conservazione degli alimenti.
Le stanze sono state sequestrate e ai titolari è stata applicata una sanzione complessiva superiore ai 20.000 euro. Durante il controllo sono state inoltre rilevate diverse violazioni riguardanti il personale, la sicurezza e la gestione della filiera agroalimentare.
Un dormitorio nascosto nel ristorante
All’interno del locale erano state ricavate 21 camere per il personale, affiancate da quattro bagni. Gli spazi, secondo quanto emerso dagli accertamenti, non disponevano dei requisiti minimi necessari per essere utilizzati come abitazioni.
Tra le irregolarità più rilevanti figura anche la trasformazione del deposito alimenti in una camera da letto. Gli ambienti risultavano privi delle autorizzazioni richieste e presentavano carenze relative sia all’abitabilità sia alla ventilazione. Per questo motivo, le aree destinate al pernottamento sono state sottoposte a sequestro.
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Lavoratori senza tutele e controlli
Gli ispettori hanno accertato anche la presenza di un dipendente impiegato senza regolare assunzione. Per gli altri lavoratori, invece, non risultavano effettuate le visite mediche di idoneità previste dalla normativa.
Nel ristorante mancava inoltre la formazione obbligatoria in materia di salute e sicurezza sul lavoro. A queste contestazioni si sono aggiunte l’installazione di sistemi di videosorveglianza senza autorizzazione e alcune non conformità riscontrate lungo la filiera agroalimentare.
Il controllo congiunto ha quindi prodotto un insieme di provvedimenti: il sequestro dei locali adibiti a dormitorio e una multa, a carico dei titolari, di importo superiore ai 20.000 euro.
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