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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Ventisei orologi spariti in un minuto: il mistero della Reggia

I ladri hanno colpito durante la chiusura settimanale e portato via pezzi del Settecento per un valore stimato di 150mila euro

La teca è stata trovata vuota e il bottino comprende 26 orologi da taschino realizzati tra il XVIII secolo e l’inizio dell’età moderna, in oro e smalto, di origine inglese e francese. Il valore complessivo dei pezzi sottratti alla Reggia di Venaria Reale è stimato in circa 150mila euro.

L’azione si è consumata in tempi strettissimi, prima che la vigilanza potesse raggiungere la sala. Sull’episodio indagano i carabinieri della compagnia di Venaria, il comando provinciale di Torino e il Nucleo tutela patrimonio culturale.

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La teca svuotata prima dell’arrivo delle guardie

I sensori hanno rilevato l’intrusione e fatto scattare l’allarme collegato alla centrale operativa. Un addetto si è diretto verso la camera d’udienza del Duca di Savoia, ma al suo arrivo non restava più nulla degli orologi esposti.

La vetrina dedicata alle tabacchiere storiche, invece, non è stata danneggiata. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la rapidità dell’azione avrebbe impedito agli operatori di sicurezza di bloccare i responsabili, poi fuggiti dalla dimora sabauda.


Tre uomini nel palazzo chiuso al pubblico

Le immagini registrate dagli impianti di sorveglianza mostrano tre persone completamente coperte, entrate in azione poco dopo le 2 nella notte tra domenica e lunedì. La scelta del momento non sarebbe casuale: il lunedì la Reggia non accoglie visitatori.

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Il gruppo avrebbe superato il muro di cinta in un punto distante dall’accesso principale. Una volta all’interno, i malviventi avrebbero forzato una porta collegata al Caffè degli Specchi e seguito il percorso verso il Piano nobile.


Un percorso studiato nei dettagli

Dai corridoi gli intrusi avrebbero raggiunto la camera d’udienza del Duca di Savoia, situata oltre la Galleria grande progettata da Juvarra. Qui avrebbero infranto la teca antiscasso e preso tutti gli orologi, per poi lasciare l’edificio in circa un minuto.

Gli oggetti erano stati donati nel 2012 dagli eredi di Giorgio Accornero al Consorzio delle residenze reali sabaude. La Procura considera i responsabili professionisti e non esclude che il furto possa essere stato organizzato su commissione; restano da chiarire sia il possibile mandante sia la destinazione dei pezzi.

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