Ustica, gli archivi di Parigi fermano l’archiviazione: il gip prende tempo
La Procura di Roma ha ritirato la richiesta di chiudere l’indagine dopo la disponibilità francese a consegnare nuovi documenti sulla strage del 1980.
La possibile acquisizione di materiale proveniente dalla Francia cambia il quadro dell’inchiesta sulla strage di Ustica. In udienza, il procuratore capo Francesco Lo Voi ha chiesto di ritirare l’istanza di archiviazione, mentre il gip Livio Sabatini ha rinviato la propria decisione: l’esito sarà comunicato in seguito alle parti.
Parigi rimette in moto l’indagine
La scelta della Procura nasce dalla disponibilità espressa dalle autorità francesi a trasmettere all’Italia la documentazione raccolta negli anni sulla vicenda. Il materiale coprirebbe un arco temporale esteso fino ai primi anni ’90 e comprenderebbe anche atti del ministero della Difesa francese e file informatici.
La comunicazione diplomatica, inviata dall’ambasciata francese al ministero degli Esteri, è stata inoltrata attraverso la Presidenza del Consiglio al ministero della Giustizia e quindi agli uffici giudiziari romani. Nella stessa nota, Parigi avrebbe manifestato apertura anche verso eventuali ulteriori richieste di documenti.
Il giudice esaminerà il nuovo scenario
Lo Voi ha spiegato in aula che il contatto con le autorità francesi rappresenta una ripresa della collaborazione già esistente in passato. Secondo il procuratore, questa riattivazione può offrire nuove prospettive investigative e rende quindi necessario abbandonare, almeno per ora, la richiesta di archiviazione.
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«E’ arrivata la disponibilità da parte delle autorità francesi a riaccendere la cooperazione che c’era stata negli anni passati», ha detto Lo Voi durante l’udienza, aggiungendo che il nuovo quadro ha portato la Procura a ritirare l’istanza.
Due fascicoli ancora senza indagati
La richiesta ora accantonata riguardava due procedimenti contro ignoti, avviati dai pm di piazzale Clodio rispettivamente nel 2008 e nel 2022. I fascicoli erano stati successivamente riuniti in un’unica indagine.
Al centro resta la tragedia del 27 giugno 1980, quando il Dc-9 Itavia precipitò nel mar Tirreno causando la morte di 81 persone. Il gip Sabatini dovrà valutare gli effetti della nuova documentazione annunciata dalla Francia prima di stabilire se accogliere o meno il ritiro formalizzato dalla Procura.
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