Un’unica condanna e 25 assoluzioni: il caso del Novarese torna in aula
A Torino è iniziato il giudizio d’appello sulla vicenda del gruppo accusato di manipolare giovani donne e sottoporle ad abusi sessuali.
A Torino è ripartito il procedimento sulla presunta organizzazione attiva nel Novarese, mentre resta al centro del dibattito l’esito del primo giudizio: 25 tra assoluzioni e proscioglimenti e una sola condanna. Il nuovo grado di giudizio riguarda le accuse rivolte al gruppo che, secondo gli inquirenti, avrebbe agito per anni sotto l’influenza di un uomo indicato come il “Dottore”.
La sentenza pronunciata a Novara lo scorso anno aveva condannato una donna a sei anni di reclusione per una presunta violenza sessuale di gruppo commessa nel 2012. Gli altri imputati erano stati assolti oppure prosciolti per intervenuta prescrizione.
L’appello riparte dopo il verdetto
Il processo di secondo grado si è aperto oggi nel capoluogo piemontese. La vicenda torna così davanti ai giudici dopo una decisione che aveva chiuso il procedimento in primo grado con un numero molto elevato di assoluzioni e proscioglimenti rispetto all’unica condanna inflitta.
Il caso era arrivato all’attenzione della Polizia di Stato dopo alcune segnalazioni. Gli investigatori intervennero nel 2020, interrompendo un’attività che, in base agli elementi raccolti durante le indagini, sarebbe proseguita per decenni.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Le accuse sulla villetta nei boschi
Secondo la ricostruzione accusatoria, le ragazze, anche molto giovani, sarebbero state avvicinate e coinvolte nel gruppo per poi essere sottoposte a un percorso di condizionamento psicologico. L’obiettivo, sempre secondo le contestazioni, sarebbe stato renderle vulnerabili a successive violenze sessuali.
I comportamenti contestati si sarebbero verificati in una villetta immersa nei boschi di Cerano, nel Novarese. L’uomo indicato come guida del gruppo ha sempre respinto l’idea di essere stato a capo di una setta o di una comunità; è morto nel 2023, all’età di 79 anni.
Continua a leggere
MotixDrive, la rete che unisce l’auto indipendente senza uniformarla
Il progetto di Arkus collega dealer, noleggiatori e officine per condividere veicoli, dati e servizi, lasciando intatta l’autonomia delle singole imprese.
Fenilchetonuria, adulti ancora in Pediatria: la svolta richiesta
Le associazioni chiedono al Servizio sanitario nazionale una rete stabile di specialisti e un percorso efficace per accompagnare i pazienti verso l’età adulta.
Sei giorni senza contatti: la battaglia per riportare a casa i tre bambini
Dopo l’allontanamento disposto a Lanciano, la difesa di Pietro Loffredo e Giovanna Orta chiede una nuova verifica e il rientro dei figli con eventuale sostegno domiciliare.
Fenilchetonuria, la sfida dei pazienti adulti: cosa deve cambiare
La diagnosi neonatale ha trasformato il futuro di migliaia di persone, ma ora il sistema sanitario deve garantire assistenza, terapie e continuità anche dopo l’infanzia.