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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Un trentenne svedese senza documenti vive a Capodichino

Il console onorario ha coinvolto polizia e ambasciata: lo scalo resterà chiuso per un mese per lavori.

Un uomo di circa 30 anni, che dice di essere svedese, vive da oltre un mese all’aeroporto di Capodichino, a Napoli. Non ha documenti, denaro né effetti personali e sostiene di non ricordare il proprio nome.

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L’aeroporto ora è chiuso

La sua situazione è diventata più urgente dopo la chiusura dello scalo, scattata il primo novembre per consentire lavori di manutenzione alla pista. L’aeroporto non riaprirà per circa 30 giorni e il giovane non potrà più trascorrere lì le sue giornate.

Finora arrivava a Capodichino già alle 3.30 del mattino e vi rimaneva fino alle 22.30. Durante la notte cercava invece un riparo nei dintorni, arrangiandosi senza una sistemazione stabile.


Console e polizia cercano risposte

Pierluigi Petrone, console onorario della Svezia a Napoli, lo ha incontrato e ha parlato con lui in inglese. «Mi ha detto soltanto di essere svedese e di non ricordare nulla sulla sua identità», ha raccontato, spiegando che il ragazzo è educato e non ha mai creato problemi.

Dopo le segnalazioni, la polizia di frontiera ha contattato l’ambasciata svedese a Roma. Nella comunicazione il giovane è stato indicato come un «presunto cittadino svedese», perché al momento non sono disponibili documenti o altri elementi utili a confermarne l’identità.

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L’aiuto dei lavoratori

La presenza del trentenne non è passata inosservata al personale dei negozi dell’aeroporto. Alcuni dipendenti gli hanno dato da mangiare, altri gli hanno procurato abiti puliti e prodotti per l’igiene personale.

Il giovane appare curato e mantiene modi gentili, ma non ha fornito informazioni su come sia arrivato a Napoli né sulla propria famiglia. Non ricorda il nome e l’unico dato che riferisce con certezza è la nazionalità svedese.


L’appello per riconoscerlo

Petrone ha chiesto a chiunque possa identificarlo di segnalare la sua presenza: «Chi lo riconosce dalle fotografie ci aiuti, così potremo dargli una mano». L’obiettivo è risalire ai suoi familiari e consentirgli di tornare in un luogo sicuro.

Per ora non è noto dove si trovi la sua casa né se qualcuno lo stia cercando. Le verifiche con le autorità svedesi proseguiranno mentre lo scalo resterà inutilizzabile.

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