Un telecomando e una stanza segreta: così è finita la fuga di Gionta jr
Valentino Gionta junior è stato trovato nella sua casa di Torre Annunziata, nascosto in un locale accessibile dal bagno e dotato di una via d’uscita nel garage.
Valentino Gionta junior non aveva lasciato Torre Annunziata dopo il blitz della polizia di inizio ottobre. Gli investigatori lo hanno rintracciato nella sua abitazione, dove si era fatto costruire un nascondiglio invisibile dall’esterno e attivabile con un telecomando.
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La fuga finisce nella stanza segreta
Gli agenti della Squadra Mobile di Napoli e del commissariato locale hanno concentrato le ricerche nell’area attorno alla casa del giovane, a poche centinaia di metri da Palazzo Fienga. L’edificio, considerato per anni la roccaforte del clan Gionta, è ormai quasi completamente demolito.
Dopo aver individuato il bunker, i poliziotti hanno costretto Gionta a uscire. Secondo le prove effettuate dalla Polizia di Stato, il rifugio poteva essere raggiunto e occupato in circa un minuto, permettendogli di sparire rapidamente alla vista degli investigatori.
Un nascondiglio azionato a distanza
L’accesso era stato ricavato nel bagno dell’abitazione. Premendo un tasto del telecomando si attivava un motore elettrico, che apriva una porta nascosta e conduceva alla stanza segreta.
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All’interno c’erano un letto, un televisore e una PlayStation. Il locale disponeva anche di un secondo passaggio, con un’uscita di emergenza collegata al garage, elemento che avrebbe consentito un’ulteriore possibilità di fuga.
Il precedente nella villa di Casapesenna
La struttura ricorda quella scoperta nella villa di Casapesenna, in provincia di Caserta, dove il 7 dicembre 2011 fu catturato Michele Zagaria. Il capo del clan dei Casalesi era riuscito a sottrarsi alla cattura per quasi 16 anni, prima di essere trovato in un bunker realizzato all’interno dell’immobile.
Nel caso di Gionta junior, la polizia ha invece ritenuto fin dall’inizio che il ricercato fosse rimasto nel territorio di Torre Annunziata. L’attenzione concentrata nei pressi della sua abitazione ha portato all’individuazione del locale nascosto e alla successiva cattura.
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