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Cronaca 3 min di lettura41 min fa

Un militare muore, il Sud finisce sott’acqua: Italia nella morsa del maltempo

Frane, allagamenti e vento violento hanno colpito molte regioni, mentre Coldiretti segnala il rischio legato al consumo di suolo e all’abbandono delle campagne.

Il maltempo riporta al centro dell’attenzione la fragilità del territorio italiano. Coldiretti collega l’aumento dei danni provocati dagli eventi estremi al consumo di suolo e alla progressiva rinuncia alla manutenzione delle aree rurali, considerate decisive per ridurre i rischi e proteggere le produzioni agricole.

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La Puglia paga il conto del vento

A Ginosa, nel Tarantino, una tromba d’aria ha devastato ettari di vigneti e strutture agricole, mentre nubifragi improvvisi e raffiche intense hanno interessato anche altre zone della Puglia. I fenomeni si sono aggiunti a una situazione già difficile in diverse regioni, segnata da strade impraticabili, frane e allagamenti.

Secondo i dati richiamati da Coldiretti, nella provincia di Taranto il suolo consumato raggiunge 23.747 ettari, a fronte di circa 160mila ettari nell’intera regione. Nell’arco degli ultimi 50 anni, in Italia la superficie agricola utilizzabile si è ridotta del 30%, con la scomparsa di quasi un terzo dei terreni: l’organizzazione chiede di difendere la terra fertile per tutelare il comparto e la tenuta delle comunità rurali.


Jesolo, il tronco non lascia scampo

La vittima si registra in Veneto: a Jesolo, nel Veneziano, un militare di 46 anni è stato travolto da un albero mentre percorreva in auto la strada per andare al lavoro. L’incidente è avvenuto intorno alle 6; il tronco ha sfondato la parte superiore della vettura e i soccorritori, arrivati rapidamente, non sono riusciti a salvarlo.

La perturbazione ha provocato conseguenze diffuse lungo la penisola, con precipitazioni abbondanti, venti sostenuti, cedimenti del terreno e automobilisti rimasti in difficoltà. Le previsioni indicano inoltre nuove condizioni di attenzione, con ulteriori allerte attese nelle prossime ore.


Venezia protetta dalle paratoie

A Venezia il sistema MOSE è stato attivato per la prima volta in questa stagione. La marea ha toccato 117 centimetri alle dighe e 91 centimetri in laguna, prima di scendere a 88; il funzionamento delle barriere e l’azione delle pompe hanno permesso a piazza San Marco di restare in larga parte libera dall’acqua.

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Per domani permane in alcune aree del Veneto un’allerta gialla legata al rischio idraulico. L’attenzione resta alta anche in altre zone costiere, dove le piogge hanno già provocato interruzioni e problemi alla circolazione.


Frane e strade interrotte al Nord

Nel Savonese sono stati misurati più di 368 millimetri di pioggia in 24 ore. Una frana ha trascinato a valle un mezzo per la raccolta dei rifiuti, senza causare feriti, mentre il tratto dell’Aurelia tra Celle Ligure e Albissola è ancora chiuso.

Ad Albenga il cedimento del terreno ha fatto finire un’automobile dentro una vigna. Il conducente è rimasto intrappolato nell’abitacolo e per portarlo in salvo è stato necessario l’intervento dell’elisoccorso. Situazione complicata anche all’isola d’Elba, dove smottamenti, muri crollati e interruzioni hanno imposto la chiusura di diverse strade provinciali. A Patresi, sul versante occidentale, Vincenzo Anselmi, proprietario di un albergo, ha descritto l’episodio come qualcosa di mai visto “in 65 anni”.


Dal Crotonese al Lazio, altri danni

Nel Crotonese i vigili del fuoco hanno raggiunto diversi automobilisti bloccati sulla strada statale 107 Silana Crotonese. La carreggiata è stata chiusa a Santa Severina a causa dei detriti depositati sulla sede stradale.

In Campania l’allerta gialla resterà in vigore fino alle 16 di domani, con possibili allagamenti e frane. A Caserta il muro di un circolo del tennis è crollato su un’auto, mentre ad Anzio l’acqua ha invaso il nuovo reparto di Terapia intensiva dell’ospedale, aperto a giugno. Anche il Lazio ha dovuto fare i conti con strade allagate e ripercussioni sulla viabilità.

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