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Cronaca 1 min di lettura49 min fa

Proteste in piazza, il ritardo dei social finisce sotto esame

Massimiliano Capitanio, commissario dell’Agcom, esclude riscontri sulla presenza straniera e segnala interventi tardivi delle piattaforme sui contenuti online.

La riduzione della monetizzazione è stata una delle misure adottate da alcune piattaforme per intervenire sui contenuti legati alle proteste studentesche. Il provvedimento, tuttavia, sarebbe arrivato dopo la diffusione di parte del materiale online.

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I contenuti sono stati frenati tardi

Secondo Massimiliano Capitanio, diversi servizi digitali hanno reagito con ritardo alla circolazione di questi contenuti. Le piattaforme avrebbero dovuto rendere più difficile trovarli attraverso i motori di ricerca e limitare anche la visibilità dei materiali prodotti con l’intelligenza artificiale.

«Le piattaforme si sono mosse tardi», ha sintetizzato il commissario dell’Agcom intervenendo a Tgcom24. Tra le risposte messe in campo figurano anche interventi sulla remunerazione dei contenuti, con una diminuzione dei ricavi riconosciuti in alcuni casi.

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Nessuna conferma sulla pista straniera

Le verifiche svolte finora non avrebbero invece fatto emergere elementi capaci di collegare le mobilitazioni a una regia o a una presenza straniera. L’ipotesi, dunque, non trova conferma negli accertamenti richiamati da Capitanio.

Il commissario dell’Agcom ha concentrato l’attenzione soprattutto sulla gestione della circolazione dei materiali in rete. Il tema riguarda sia l’indicizzazione dei contenuti sia la loro diffusione quando vengono realizzati o modificati mediante strumenti di intelligenza artificiale.

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