Udine, De Toni guarda al bis: l’indagine finisce archiviata
Dopo più di due anni si chiude il caso sulla presunta corruzione elettorale: il sindaco valuta la ricandidatura, ma attende il quadro politico nazionale e regionale.
La chiusura dell’inchiesta riporta Alberto Felice De Toni al centro della scena politica udinese con un possibile secondo mandato all’orizzonte. Il sindaco ha definito il bis come l’ipotesi più concreta, pur rinviando ogni decisione definitiva all’esito delle prossime elezioni nazionali.
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Il caso giudiziario è arrivato alla fine
L’indagine per corruzione elettorale, che coinvolgeva De Toni, il consigliere comunale Stefano Salmè e sua moglie Daniela Perissutti, è stata archiviata dopo oltre due anni di accertamenti e polemiche. Il procedimento era partito da un esposto presentato da consiglieri comunali di centrodestra.
Al centro della segnalazione c’era il sospetto di un’intesa elettorale tra il sindaco e Salmè, che sarebbe stata collegata alla designazione di Perissutti come vicepresidente della partecipata Arriva Udine. Raffaella Palmisciano, vicepresidente del Consiglio comunale ed esponente dell’opposizione di centrodestra oggi aderente a Noi Moderati, non aveva sottoscritto l’esposto.
De Toni rilancia il confronto politico
Commentando l’archiviazione, il primo cittadino ha espresso soddisfazione e ha ringraziato il suo avvocato Luca Ponti. «La politica è meglio farla in Consiglio comunale e non in tribunale», ha dichiarato, sostenendo che il confronto dovrebbe concentrarsi sulle proposte e sul futuro della città.
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De Toni ha anche criticato l’atteggiamento della minoranza, affermando che gli attacchi personali non portano risultati e lasciando all’opposizione il compito di decidere come riorganizzarsi. Ha quindi ribadito di avere sempre affrontato la vicenda con serenità e di voler continuare a svolgere il proprio incarico nel modo migliore.
Il secondo mandato resta possibile
Sul futuro politico, il sindaco non ha escluso una nuova candidatura alla guida del capoluogo friulano. «Il bis è ad oggi la prospettiva più probabile», ha detto, precisando però che sarà necessario attendere il risultato delle elezioni nazionali prima di valutare gli equilibri del quadro regionale.
La ricandidatura, dunque, appare al momento come lo scenario favorito dallo stesso De Toni, ma resta legata alle evoluzioni della politica regionale. L’archiviazione dell’indagine elimina intanto il procedimento giudiziario che aveva accompagnato il suo mandato per più di due anni.
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