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Cronaca 2 min di lettura24 min fa

Tumori da Hpv, Nappi: vaccini e screening li prevengono

Il docente dell’Università di Foggia richiama anche le patologie di testa e collo e i 3.000 casi annuali in Italia

I tumori associati al papillomavirus umano possono essere prevenuti attraverso la vaccinazione e individuati per tempo con gli screening. Lo ha spiegato Luigi Nappi, professore di Ginecologia e ostetricia all’Università di Foggia, durante un convegno che si è svolto oggi a Roma.

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Le patologie oltre l’area ginecologica

Nappi ha invitato a non limitare l’attenzione alle malattie dell’apparato ginecologico. L’infezione da Hpv può infatti interessare anche altri distretti, tra cui testa e collo, dove i casi sono meno numerosi ma gli strumenti di diagnosi precoce e prevenzione primaria risultano quasi del tutto assenti.

«Quando parliamo di Hpv è importante considerare non solo le patologie legate all’ambito ginecologico, ma anche quelle che interessano altri distretti, come testa e collo», ha detto il docente intervenendo all’incontro. Secondo Nappi, questi tumori meritano maggiore considerazione proprio per la scarsità delle attività di screening e vaccinazione disponibili.


Il peso del tumore cervicale

La quota più rilevante delle patologie correlate al virus resta quella del cancro della cervice uterina. Per Nappi si tratta di una malattia che può essere riconosciuta nelle fasi iniziali e, attraverso la prevenzione, anche evitata.

Il professore ha inoltre evidenziato le conseguenze assistenziali, sanitarie ed economiche legate a queste patologie. Una diagnosi tempestiva riduce il peso delle cure, mentre la vaccinazione può impedire l’insorgenza della malattia, con ricadute positive anche sul piano sociale.

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Vaccinazione e dati da seguire

Per valutare i progressi verso l’eliminazione dei tumori causati dall’Hpv non basta osservare la copertura vaccinale. Nappi ha indicato tra gli elementi da monitorare anche la diminuzione delle lesioni precancerose e, soprattutto, quella dei casi di carcinoma della cervice uterina.

I programmi di vaccinazione devono raggiungere percentuali elevate e diffuse in Europa per produrre risultati concreti. In Italia, però, la stima resta di circa 3.000 nuove diagnosi di cancro del collo dell’utero ogni anno, un dato considerato per difetto.

Il convegno, intitolato “Eliminazione delle patologie Hpv-correlate: utopia o possibilità reale?”, ha riunito esperti, istituzioni, società scientifiche e associazioni dei pazienti per esaminare i risultati della prevenzione primaria e secondaria e le questioni ancora aperte.

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