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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Tredici rimpatri, tra loro un uomo accusato di propaganda jihadista

Un volo charter ha riportato nei Paesi d’origine 13 nordafricani irregolari, compreso un soggetto espulso per ragioni legate alla sicurezza nazionale.

Un’operazione coordinata dalle autorità italiane ha riportato oltre confine 13 cittadini stranieri che si trovavano irregolarmente nel Paese. Il gruppo, composto da persone di origine nordafricana, è stato trasferito con un volo charter e accompagnato da operatori specializzati della pubblica sicurezza.

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L’espulsione per rischio terroristico

Tra i rimpatriati figurava anche un uomo destinatario di un provvedimento firmato dal ministro dell’Interno il 9 ottobre. La misura era stata adottata per ragioni di sicurezza dello Stato e nell’ambito della prevenzione del terrorismo.

Secondo gli elementi raccolti, l’uomo avrebbe pubblicato con continuità sui social network contenuti fortemente ostili ai Paesi occidentali, associandoli a messaggi che spingevano alla violenza contro cittadini e obiettivi europei. Le autorità hanno interpretato questa attività come il segnale di un forte risentimento verso l’Unione europea, Italia compresa.


Precedenti e controlli sul trasferimento

La maggioranza delle persone rimpatriate aveva già avuto problemi con la giustizia o con le forze dell’ordine. I precedenti riguardavano soprattutto reati contro le persone e contro i beni.

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La missione è stata seguita dalla Direzione centrale competente per l’immigrazione e dalla struttura che gestisce la polizia di frontiera, con il sostegno di Frontex. Durante il viaggio gli stranieri sono rimasti sotto la vigilanza di personale degli uffici centrali e locali del Dipartimento della pubblica sicurezza.

A verificare il rispetto delle garanzie previste sono stati inoltre un delegato del Garante nazionale per le persone private della libertà personale e un rappresentante dell’Ufficio per i diritti fondamentali di Frontex.

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