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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Tre carabinieri morti, oggi il processo: l’accusa ai fratelli Ramponi

A Verona si apre il dibattimento sull’esplosione del casolare di Castel D’Azzano, costata la vita a tre militari e il ferimento di altri 25 soccorritori.

Sono tre i carabinieri che persero la vita nell’esplosione del casolare di Castel D’Azzano, nel Veronese. A distanza dall’episodio del 14 ottobre 2025, Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi arrivano davanti alla Corte d’Assise di Verona per rispondere delle accuse legate alla tragedia.

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Tre militari morirono nell’esplosione

La deflagrazione provocò la morte di Marco Piffari, 56 anni, comandante della Squadra operativa di supporto del quarto Battaglione carabinieri Veneto. Con lui morirono Valerio Daprà, anche lui 56enne e in servizio nell’Aliquota di Primo intervento, e Davide Bernardello, che aveva 36 anni.

Nell’intervento rimasero feriti altri 25 appartenenti alla squadra impegnata sul posto, tra carabinieri e vigili del fuoco. I militari erano entrati nell’edificio per svolgere una perquisizione e dare esecuzione a un’operazione di sfratto.


In aula le accuse ai fratelli Ramponi

Il procedimento riguarda Franco Ramponi, 66 anni, Dino Ramponi, 64, e Maria Luisa Ramponi, 60. Per tutti l’accusa comprende i reati di strage, detenzione di esplosivi e resistenza a pubblico ufficiale.

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Secondo la ricostruzione alla base dell’inchiesta, prima dell’arrivo degli operatori l’ambiente del casolare era stato saturato di gas. All’interno si trovavano inoltre bombole e bottiglie molotov, elementi che saranno esaminati nel corso del dibattimento.


Le difese valutano una perizia

Nel processo le difese potrebbero chiedere una perizia psichiatrica sui tre imputati. La valutazione, se richiesta e ammessa, servirebbe ad approfondire le loro condizioni mentali in relazione ai fatti contestati.

La prima udienza segna così l’avvio del confronto giudiziario sulla dinamica dell’esplosione e sulle responsabilità dei fratelli Ramponi. Il procedimento dovrà ricostruire anche le circostanze dell’intervento nel casolare e la presenza dei materiali che precedette la deflagrazione.

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