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Cronaca 3 min di lettura54 min fa

Sardegna connessa a metà: la fibra corre, il segnale scompare

La rete fissa raggiunge l’88,05% delle famiglie, ma l’isola guida la classifica nazionale delle zone senza copertura mobile e cerca nuove risorse per colmare il divario

Il divario digitale della Sardegna non si misura soltanto davanti a un computer. Anche con una connessione veloce disponibile in casa, basta percorrere pochi chilometri perché il telefono perda il segnale, con ricadute sulle emergenze, sulle imprese e sui visitatori. La Regione prova a intervenire, ma la revisione dei fondi nazionali lascia ancora aperti diversi interrogativi.

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I fondi nazionali restano un’incognita

La rimodulazione del Piano Italia 5G, avvenuta a giugno nell’ambito del Pnrr, ha ridotto da 1.385 a 973 il numero delle aree inserite nel programma. Il consorzio guidato da Inwit afferma di aver comunque centrato il traguardo europeo sulla copertura, grazie a una diversa configurazione degli interventi.

Per la Sardegna, tuttavia, non è ancora chiaro quale sarà l’impatto concreto della modifica. Il progetto originario indicava 18 nuovi siti distribuiti in 22 aree dell’isola, ma la revisione potrebbe cambiare la portata delle opere previste.


La fibra cresce, il cellulare no

I dati più recenti mostrano una forte accelerazione della rete fissa. Nel terzo trimestre del 2026 la tecnologia Ftth, cioè la fibra che arriva direttamente nelle abitazioni, risultava disponibile per l’88,05% delle famiglie sarde, contro l’82,92% rilevato a livello nazionale. Questo risultato colloca l’isola al sesto posto tra le regioni italiane, mentre a gennaio 2025 la quota era intorno al 59%.

La situazione cambia appena si esce dai principali centri abitati. Alla fine del 2024, secondo la rilevazione di Infratel, circa 80.400 ettari della Sardegna, pari a 804 chilometri quadrati, non erano raggiunti dalla rete mobile. Si tratta dell’estensione più ampia registrata in Italia; nel complesso, l’isola raccoglie il 17% delle superfici nazionali prive di segnale.


Strade e campagne sono più fragili

La debolezza della rete riguarda anche le prestazioni. Nel 24,5% del territorio regionale la velocità massima della telefonia mobile non supera i 30 megabit al secondo, una percentuale superiore al dato italiano del 18,4%. Anche il 5G resta indietro: la precedente mappatura Infratel stimava una copertura del 66,8% della superficie sarda, rispetto al 71,7% nazionale.

Il problema assume un peso particolare lungo le arterie stradali. Ivan Mameli, sindaco di Bari Sardo, aveva segnalato ad agosto l’assenza di servizio in vari tratti delle statali 125 e 389, soprattutto all’interno delle gallerie. La difficoltà nel contattare i soccorsi è stata riconosciuta dalla Regione come un rischio per le comunicazioni di emergenza; criticità simili vengono riferite anche sulla statale 131.

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Nelle aree rurali il divario si riflette inoltre sulle famiglie e sulle attività produttive. In Gallura e nel Medio Campidano la fibra rimane al di sotto della media italiana, mentre nelle campagne le reti fisse ad altissima capacità raggiungono il 78,4% dei nuclei familiari, contro l’87,3% nazionale.


Nuovi interventi, ma il divario resta

A pagare il prezzo della copertura incompleta sono anche le piccole e medie imprese: nell’isola la fibra arriva al 74,9% delle aziende considerate, con una discesa al 63,5% nel Sud Sardegna. Per sostenere l’estensione delle infrastrutture, la Regione ha aggiunto 3 milioni di euro per il biennio 2026-2027.

Le risorse serviranno a costruire cavidotti, tralicci e altre opere utili agli operatori per raggiungere le zone isolate. Ogni Comune potrà ottenere fino a 150mila euro. Il nuovo stanziamento segue il milione assegnato nel 2025, che ha permesso di finanziare lavori in nove Comuni, da chiudere entro il 2027.

Accanto agli interventi materiali, sono stati destinati altri 5 milioni di euro ai punti di facilitazione digitale. L’obiettivo è mantenere attivi gli oltre 135 sportelli già aperti e arrivare a un massimo di 60 nuove sedi, dove i cittadini potranno ricevere supporto nell’uso dei servizi online, comprese le future prenotazioni sanitarie e la scelta del medico.

Resta però una contraddizione di fondo: l’accesso ai servizi digitali può essere potenziato quanto si vuole, ma perde efficacia quando la rete mobile si interrompe appena fuori casa o lungo una strada frequentata.

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