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Cronaca 1 min di lettura2 giorni fa

Tra lava e grattacieli: Roberta Mancino è la prima a riuscirci

Dal Villarrica a Panama City, l’atleta di Nettuno unisce imprese in quota e cinema d’azione, senza arrendersi ai pregiudizi.

Due imprese ambientate in scenari opposti hanno portato Roberta Mancino al centro dell’attenzione: una sopra un vulcano attivo e l’altra tra le torri di una metropoli. In entrambi i casi, il suo corpo è diventato parte di una traiettoria controllata nel vuoto.

Originaria di Nettuno, Mancino lavora anche come stuntwoman per Marvel. Nel suo percorso ha raccontato di aver incontrato chi cercava di scoraggiarla, ma quella diffidenza non le ha impedito di continuare a lanciarsi.


Dal vulcano alle torri di Panama

L’impresa più spettacolare prende forma sul Villarrica, in Cile. Dopo aver raggiunto la quota di 4500 metri a bordo di un elicottero, Mancino si getta nel vuoto con una tuta alare: il tessuto, collegato tra polsi, fianchi e caviglie, amplia la superficie del corpo e consente di planare.

Qualche mese prima, l’atleta aveva affrontato un’altra prova ad alta quota, passando in volo nello spazio tra due grattacieli di Panama City. La combinazione di queste due imprese le ha attribuito un primato: nessun’altra donna le aveva realizzate entrambe prima di lei.

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Una carriera contro i dubbi

Accanto ai lanci e alle discese in volo, Mancino ha costruito una parte della propria attività nel mondo degli effetti speciali e delle scene d’azione. Il lavoro per Marvel si affianca così a una disciplina nella quale precisione, coraggio e controllo sono indispensabili.

«Mi dicevano: sei donna, non ce la puoi fare ma io non ho mai mollato», ha raccontato Roberta Mancino. Le sue parole riassumono il percorso da Nettuno alle prove tra vulcani e grattacieli, segnato dalla scelta di non fermarsi davanti agli stereotipi.

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