Tra guarigioni e speranze, il Gemelli aspetta il Papa
Nel piazzale del Policlinico si incontrano pazienti, familiari e studenti mentre cresce l’attesa per l’arrivo del pontefice, che non soggiornerà nell’appartamento papale.
Al Policlinico Gemelli l’attesa per il Papa si mescola alle vicende quotidiane di pazienti e familiari. Nel piazzale, accanto alla statua di Giovanni Paolo II, c’è chi spera di poter incontrare il pontefice e chi vive una giornata segnata da una guarigione o dall’ansia per un intervento.
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Una guarigione accanto alla statua
Eliana si è fermata davanti al monumento con gli occhi chiusi. Dopo tre anni di preoccupazioni, ha ricevuto la notizia che aspettava: i suoi polmoni sono in ottime condizioni. «La mia grazia l’ho ricevuta oggi», ha raccontato, spiegando il significato di quel momento.
La sua storia è una delle tante che si incrociano nell’area dell’ospedale. C’è chi lascia il Gemelli con il sorriso dopo essere guarito, ma anche chi accompagna una madre in attesa di notizie sul figlio sottoposto a trapianto o chi aspetta che termini un’operazione.
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Il Papa atteso in corsia
Nel piazzale si guarda anche all’arrivo del pontefice. Pazienti e studenti condividono il desiderio di poterlo vedere durante la permanenza al Policlinico, trasformando l’attesa in una speranza comune: incontrarlo tra le corsie.
Il Papa, tuttavia, non alloggerà nell’appartamento papale, attualmente interessato da lavori di ristrutturazione. Intanto il Gemelli si prepara ad accoglierlo, mentre attorno alla statua proseguono le giornate di chi entra per curarsi, accompagnare un familiare o ricevere finalmente una buona notizia.
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