Tosse e febbre, ma quale virus? Cosa sapere con i primi freddi
Scuole riaperte e temperature in calo favoriscono la circolazione di Covid-19 e virus stagionali: test, sorveglianza e vaccini restano decisivi per i più fragili.
Tosse, febbre e raffreddore stanno tornando a riempire gli studi dei medici, ma senza un tampone è spesso impossibile capire quale virus abbia provocato l’infezione. La riapertura delle scuole e l’arrivo delle prime perturbazioni autunnali hanno favorito la ripresa della circolazione di Covid-19 e di altri agenti respiratori.
Il problema riguarda soprattutto anziani e persone con malattie croniche, per le quali anche sintomi generalmente lievi possono trasformarsi in quadri più seri. La prevenzione, insieme alla vaccinazione, resta quindi il principale strumento per ridurre i rischi.
Senza test resta il dubbio sul virus
Negli ambulatori si osserva già un aumento dei pazienti con disturbi respiratori. Tommasa Maio, responsabile della scuola nazionale di vaccinologia Metis, ha spiegato che arrivano persone con tosse, febbre e raffreddore, ma ha avvertito: «Sono difficilmente attribuibili a uno specifico agente virale, perché quasi nessuno esegue più i tamponi».
Nello stesso periodo possono circolare virus simil-influenzali, Covid-19 e virus respiratorio sinciziale. Per questo, secondo Maio, servono strumenti capaci di separare rapidamente le infezioni batteriche da quelle virali. La specialista ha inoltre chiesto di riportare pienamente in funzione la rete di sorveglianza RespiVirNet, coinvolgendo anche i medici di famiglia.
La sorveglianza deve tornare centrale
I test diagnostici rapidi possono aiutare i sanitari a scegliere più velocemente il percorso di cura e a evitare valutazioni basate soltanto sui sintomi. Una raccolta più coordinata dei dati consentirebbe inoltre di seguire meglio la diffusione delle infezioni respiratorie sul territorio.
L’integrazione tra cartelle cliniche, strumenti diagnostici e flussi informativi potrebbe offrire un quadro più preciso dell’andamento stagionale. In questo modo sarebbe possibile orientare con maggiore tempestività le misure di prevenzione e rafforzare la risposta nei periodi di maggiore circolazione virale.
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Vaccini, adesioni ancora insufficienti
La campagna contro Covid-19 e influenza è iniziata ufficialmente il 1° ottobre, anche se in molte regioni la somministrazione partirà a metà mese. La stagione influenzale non ha ancora raggiunto la sua fase più intensa, ma i primi casi rendono già importante proteggere le categorie esposte alle complicanze.
Anna Teresa Palamara, direttrice del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, ha segnalato che la maggioranza dei casi influenzali gravi, compresi quelli che richiedono il ricovero, interessa persone non vaccinate. Nell’ultima stagione, inoltre, la copertura tra gli over 65 è rimasta sotto il 50%.
Accesso semplice per i più fragili
Un’indagine della Federazione italiana medici di medicina generale ha evidenziato diversi ostacoli nella filiera vaccinale: adesione non sufficiente da parte dei pazienti, disponibilità delle dosi e difficoltà di accesso, soprattutto nelle aree più disagiate.
Niccolò Biancalani, segretario generale della Federazione, ha sottolineato la necessità di ridurre la frammentazione organizzativa e di rendere facilmente consultabili le anagrafi vaccinali. Ai cittadini anziani e alle persone fragili viene inoltre raccomandato di prenotare nella stessa seduta sia la dose contro Covid-19 sia quella antinfluenzale: le due vaccinazioni possono essere eseguite insieme.
La Commissione europea ha già autorizzato un vaccino unico contro entrambe le malattie. Resta però da chiarire quando sarà effettivamente disponibile in Italia.
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