Torino si ferma per Nicolò: il gesto dei ciclisti contro le morti
La 15ª edizione del Bike Pride ha ricordato il bambino di sette anni e acceso l’attenzione sulla sicurezza di chi pedala in città
Il momento più forte della manifestazione è arrivato quando le biciclette si sono fermate e i partecipanti si sono distesi sull’asfalto. Un gesto collettivo per ricordare le vittime degli incidenti stradali e richiamare l’attenzione sui rischi affrontati ogni giorno da chi si sposta in bicicletta.
Un minuto per chi non c’è più
Dall’altoparlante è stato chiesto ai presenti di sedersi o sdraiarsi a terra. La scelta è stata legata ai dati sulle vittime registrate in Italia dall’inizio dell’anno: almeno 179 persone hanno perso la vita mentre erano in bicicletta.
Settembre è risultato il periodo più drammatico del 2025, con 33 morti. Dieci persone, inoltre, sono decedute nell’ultima settimana presa in considerazione dagli organizzatori, secondo i numeri ricordati durante l’iniziativa.
Il ricordo di Nicolò guida la parata
La 15ª edizione del Bike Pride si è svolta a Torino lungo un itinerario di circa 15 chilometri. La manifestazione, promossa da Fiab Torino Bike Pride, ha raccolto una partecipazione numerosa e ha portato in strada biciclette e messaggi dedicati alla sicurezza.
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Al centro dell’appuntamento c’è stato il ricordo di Nicolò, il bambino di sette anni investito mentre raggiungeva la scuola. Tra i cartelli comparsi lungo il percorso si leggeva anche “Voleva solo andare a scuola”, frase diventata uno dei simboli della giornata.
Anche Lo Russo tra i partecipanti
Alla pedalata ha preso parte anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, visto insieme al consigliere regionale Daniele Valle, esponente del Partito Democratico. La loro presenza ha accompagnato una manifestazione costruita attorno alla richiesta di maggiore attenzione per ciclisti e utenti vulnerabili della strada.
Il Bike Pride ha così unito il ricordo del piccolo Nicolò alla denuncia del numero di persone morte in bicicletta. La parata cittadina si è conclusa dopo aver attraversato le vie di Torino, con i partecipanti impegnati a mantenere visibile il tema della sicurezza durante l’intero percorso.
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