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Cronaca 2 min di lettura4 giorni fa

Torino, resti umani in un appartamento: tre persone sotto esame

La telefonata di una madre ha fatto scattare l’intervento della polizia: nell’alloggio di una docente sono stati trovati resti di un uomo di 39 anni.

Il ruolo dei tre presenti e il luogo in cui è avvenuta la morte sono ancora da ricostruire. A Torino la polizia indaga sul ritrovamento dei resti di un uomo di 39 anni, rinvenuti in un appartamento di via Gulli, nella zona settentrionale della città, abitato da una docente di 47 anni originaria di Rieti.


Il nodo resta la dinamica

Gli investigatori devono stabilire se la vittima sia stata uccisa nell’alloggio oppure se il corpo sia arrivato lì in un secondo momento. Anche la durata della permanenza dei resti nell’abitazione è ancora sconosciuta: a insospettire gli agenti è stato anche il forte odore avvertito appena entrati.

Il ventiseienne ascoltato dalla polizia avrebbe riferito di una colluttazione collegata a un possibile furto o a una rapina. La versione, tuttavia, non ha ancora chiarito il movente né spiegato quale parte abbiano avuto il giovane di 22 anni e la proprietaria dell’appartamento.


La scoperta dopo una telefonata

L’allarme è partito intorno alle 23 di ieri, quando la madre del ventiseienne ha chiamato il 112 pronunciando parole allarmate: «Venite, mio figlio ha fatto del male a uno». Le pattuglie hanno raggiunto un’abitazione nel quartiere Mirafiori, dove hanno trovato la donna insieme al figlio.

Il ragazzo ha raccontato agli agenti di aver ucciso una persona in un’altra casa, situata dall’altra parte di Torino. Gli equipaggi si sono quindi spostati in via Gulli e hanno bussato alla porta di un appartamento al quarto piano. La docente ha aperto e, una volta all’interno, gli agenti hanno percepito un odore acre.


Sacchi, secchi e cemento

La scena ha portato al rinvenimento di resti umani sistemati dentro sacchi neri. Altre parti del cadavere erano state collocate in secchi e coperte con cemento a presa rapida; nelle vicinanze sono stati trovati anche alcuni coltelli.

Sul posto sono intervenuti gli investigatori della Squadra mobile, la polizia scientifica e il medico legale. In seguito sono state perquisite anche le abitazioni del ventiseienne e del ragazzo di 22 anni. Tutti e tre sono stati portati in questura e, allo stato attuale, ascoltati come persone informate sui fatti.


I frequentatori dell’alloggio

Le indagini, coordinate dalla pm Lea Lamonaca, proseguono con l’audizione di persone che frequentavano la casa. Nel palazzo di via Gulli, alcuni residenti hanno riferito di un movimento frequente, sia nelle ore diurne sia durante la sera, che in passato avrebbe provocato anche lamentele.

Un vicino ha detto di aver visto più volte la docente con un cagnolino e in compagnia di persone diverse. Gli investigatori stanno verificando chi entrasse nell’appartamento, da quanto tempo fosse presente la vittima e quale sequenza di eventi abbia portato alla macabra scoperta.

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