Torino, la versione della madre: «Fu mio figlio a chiamare il 112
La donna racconta l’agitazione del 26enne fermato per la morte di Fabio Colapietro e chiarisce come furono allertate le forze dell’ordine.
La madre di Christian Matheus De Oliveira Morando sostiene di non avere rapporti con le persone frequentate dal figlio negli ultimi tempi. «Io non conosco nessuna delle persone che frequenta. Io frequento tutt’altra gente. Lui non abitava più qua da una vita», ha raccontato ai cronisti dal citofono del palazzo in periferia Sud di Torino.
Una distanza netta dalla vita del figlio
La donna ha così descritto un rapporto ormai poco informato sulle abitudini del 26enne, originario di Chivasso. Proprio per questo, durante le ore concitate di giovedì sera, non sarebbe stata in grado di spiegare con precisione cosa fosse accaduto nell’alloggio di via Gulli.
Il giovane è stato fermato per l’omicidio e lo smembramento di Fabio Colapietro, il cui corpo è stato trovato nella notte tra giovedì e venerdì in un’abitazione di Borgo Vittoria. Insieme a lui sono state fermate Nicole Formichetti, insegnante di 47 anni, e Keith Butig, 22enne italo-filippina: per entrambe le accuse riguardano il concorso in soppressione di cadavere e il favoreggiamento.
La telefonata partita dal 26enne
La madre ha voluto correggere le prime ricostruzioni sull’intervento della polizia. «È stato lui stesso a chiamare dal suo telefono la polizia, non sono stata io come state mettendo sui giornali», ha precisato, spiegando che il figlio le aveva chiesto di raggiungerlo nella zona di Rebaudengo.
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I due si sono incontrati in piazza Rebaudengo, non lontano dal luogo in cui sarebbe avvenuto il delitto. Secondo il suo racconto, l’indirizzo indicato dal figlio non coincideva con quello dell’appartamento dove poi è stato rinvenuto il cadavere; una volta insieme, lei lo avrebbe invitato a contattare il numero unico di emergenza.
Il racconto frammentario al 112
Durante la chiamata, il 26enne appariva fortemente agitato e faticava a farsi comprendere. Alla domanda dell’operatore sulla presenza di altre persone, avrebbe indicato la madre, passandole poi il telefono.
La donna ha riferito di avere avvertito l’operatore che il figlio poteva avere fatto del male a qualcuno, senza però riuscire a fornire ulteriori elementi. Le pattuglie sono quindi arrivate sul posto e hanno proceduto al fermo del giovane. La madre lo ha descritto come disperato e in lacrime, ma ha ribadito di non conoscere i dettagli di quanto avvenuto nell’appartamento.
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