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Cronaca 2 min di lettura4 giorni fa

Torino, il 20enne resta in cella: perché la giudice ha stretto i tempi

Per il gip pesano la gravità dei fatti, il rischio di fuga e la possibilità che l’indagato torni a commettere reati simili, mentre si indaga anche sulla reazione seguita alla denuncia.

La difesa ha contestato il modo in cui il ventenne è stato ascoltato dagli agenti, sostenendo che il ragazzo abbia parlato quando era assente il suo legale. Secondo quanto risulta agli atti, però, avrebbe comunque reso dichiarazioni spontanee e il provvedimento di fermo è arrivato solo in serata.


Le verifiche sulla reazione nel quartiere

Intanto vanno avanti gli approfondimenti di polizia e procura su quella che viene descritta come una spedizione punitiva ai danni dell’indagato. L’ipotesi è che a muoversi siano stati amici e conoscenti della famiglia del dodicenne, dopo la presunta violenza sessuale.

Il fatto sotto esame sarebbe avvenuto il 19 settembre, il giorno successivo all’episodio contestato, in un locale pubblico di San Salvario. Il ventenne è rimasto ferito con tagli a entrambe le cosce, provocati, secondo quanto emerso, da un’arma da taglio.

Resta da definire anche il comportamento del nonno del minore, che avrebbe telefonato al 112 dicendo di aver trovato «il violentatore». Quando le pattuglie sono intervenute, però, la scena era già cambiata: all’arrivo non c’era più nessuno e gli agenti hanno trovato il locale vuoto.

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Il giudice conferma il carcere

Sul fronte giudiziario, il gip del tribunale di Torino ha stabilito che il giovane resti detenuto. La misura cautelare è stata confermata dopo la convalida del fermo, con una valutazione che richiama la serietà dell’accusa, oltre al pericolo che l’indagato possa sottrarsi al procedimento o ripetere condotte analoghe.

L’uomo è accusato di aver convinto un ragazzino di 12 anni a seguirlo al parco dell’Arrivore, dove poi avrebbe imposto gli abusi sessuali. Un passaggio decisivo dell’inchiesta riguarda anche il comportamento successivo dell’indagato: il giorno dopo, nonostante fosse soggetto a un obbligo di firma per un’altra vicenda, non si è presentato in questura. È stato rintracciato soltanto il 21 settembre mentre camminava ancora a San Salvario.

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