Torino, dalle occupazioni un appello: «Prendersi lo spazio politico
Il Kollettivo Studentesco Autonomo rilancia le proteste negli istituti superiori e richiama l’esempio delle mobilitazioni francesi.
«Espandere la lotta e prendersi lo spazio politico per poter contare: ci vediamo sulle barricate». È l’appello con cui il Kollettivo Studentesco Autonomo, sigla studentesca legata al centro sociale Askatasuna, conclude il proprio documento sulle recenti mobilitazioni negli istituti superiori di Torino.
La protesta oltre le singole scuole
Nel testo diffuso sui social, il Ksa presenta le occupazioni come parte di una contestazione più ampia dell’attuale modello sociale. Il collettivo sostiene che il protagonismo degli studenti possa tradursi in una riappropriazione della capacità di incidere sulle decisioni che riguardano la propria vita.
«Siamo i figli della crisi, e in questo contesto, le uniche possibilità di riappropriazione di decisionalità sulle proprie vite non possono che passare dalla lotta», si legge nel comunicato. La rivendicazione, quindi, non viene limitata alle condizioni degli istituti, ma viene inserita in una critica generale alle prospettive offerte alle nuove generazioni.
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L’esempio arrivato dalla Francia
Secondo il Ksa, le proteste studentesche francesi avrebbero contribuito a trasformare tensioni già presenti nelle scuole in una mobilitazione esplicita. I contenuti circolati attraverso i social, nella lettura del collettivo, avrebbero alimentato un’immagine di rivalsa comune e rafforzato l’idea di un possibile rilancio dell’iniziativa giovanile.
Il riferimento alla Francia viene collegato alle agitazioni che hanno coinvolto il Lagrange, il Regina Margherita, il Giulio e il Gobetti. Il Ksa invita così a seguire quell’esempio e a estendere il movimento, mentre il richiamo alle occupazioni torinesi arriva dopo lo sgombero di Askatasuna, avvenuto lo scorso dicembre.
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