8.000Lettori online ora
Cronaca 2 min di lettura3 giorni fa

Torino, bimbo travolto: la difesa tiene aperta la pista dell’incidente

La 24enne è accusata di tentato omicidio e lesioni aggravate, ma il suo legale chiede di chiarire dinamica e rapporti con il padre del bambino.

Il bambino di 5 anni è ricoverato all’ospedale Regina Margherita di Torino e, secondo le informazioni disponibili, non sarebbe in pericolo di vita. Dopo l’impatto avvenuto nella tarda serata di ieri, i medici hanno indicato una prognosi di 30-40 giorni.

La giovane di 24 anni coinvolta nella vicenda è stata fermata e deve rispondere delle accuse di tentato omicidio e lesioni personali aggravate. Il suo avvocato, Cristian Scaramozzino, non ha ancora potuto incontrarla e invita quindi alla cautela nella ricostruzione dei fatti.


Il legale: dinamica ancora da chiarire

Scaramozzino sostiene che, sulla base delle conseguenze riportate dal piccolo, si potrebbe ipotizzare un urto con la vettura più che un investimento intenzionale. Il difensore ha comunque precisato di non disporre ancora di elementi sufficienti per sostenere una ricostruzione definitiva.

“L’incidente è un’ipotesi che terrei in piedi, con la particolarità che le persone si conoscessero”, ha spiegato il legale. La conoscenza tra la ragazza e il padre del bambino, dunque, non sarebbe di per sé una prova della volontarietà del gesto.


Il riconoscimento del padre

Secondo quanto riferito dall’avvocato, sarebbe stato il padre del bambino a riconoscere la 24enne dopo l’accaduto. Da quel momento, nella ricostruzione della difesa, sarebbe maturata l’ipotesi che l’auto fosse stata utilizzata deliberatamente.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Restano però da definire i rapporti tra i due adulti: Scaramozzino ha detto di non sapere se in passato fossero stati una coppia né quale fosse il legame tra loro. Il legale ha anche osservato che, nella concitazione, il riconoscimento della ragazza potrebbe essere stato accompagnato da una valutazione immediata sulla sua intenzione, ancora da verificare.


La ragazza era ancora sul posto

La madre della giovane, che non si trovava con lei al momento dell’episodio, avrebbe riferito al difensore che la figlia non è fuggita. Non è chiaro se sia scesa subito dall’auto, ma le informazioni raccolte indicano che si trovasse ancora nella zona quando è stata fermata.

Resta da stabilire la distanza esatta tra la ragazza e il punto in cui si trovava il bambino. Anche questo dettaglio, insieme alle testimonianze e agli accertamenti sulla dinamica, dovrà contribuire a chiarire se si sia trattato di un incidente o di un gesto volontario.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere