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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Terni, la donna aggredita sul bus è morta: per il marito cambia l’accusa

L’uomo, già sottoposto a divieto di avvicinamento e controllo elettronico, era stato arrestato dopo la fuga e ora rischia un’imputazione più grave.

Tre giorni dopo l’aggressione si era presentato tranquillamente in un bar della zona, sedendosi per fare colazione. Clienti e gestori lo avevano riconosciuto e avevano avvertito le forze dell’ordine, che lo avevano arrestato; da quel momento Mohamed El Messaoudi si trovava in carcere.

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La fuga terminata al bar

Dopo l’attacco, l’uomo era riuscito a dileguarsi, abbandonando sul posto il martello usato contro la moglie. Gli investigatori avevano trovato anche il dispositivo elettronico, mentre sull’arma era ancora visibile il cartellino del prezzo: il martello era stato comprato poco prima dei fatti.

L’arresto era arrivato senza che El Messaoudi mostrasse particolare agitazione. La sua presenza nel locale, a poca distanza dal luogo dell’aggressione, era stata segnalata immediatamente da chi lo aveva riconosciuto.


Cinque mesi tra vita e morte

La donna, Fatiha El Afghani, è deceduta dopo cinque mesi di agonia. Le ferite riportate il 9 maggio, quando era stata colpita a bordo di un autobus di linea nei pressi di Santa Lucia di Stroncone, in provincia di Terni, avevano provocato lesioni irreversibili.

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Secondo quanto ricostruito, i colpi inferti con il martello erano stati otto. Le conseguenze erano risultate così gravi che gli interventi medici non sono riusciti a porre rimedio ai danni subiti.


I segnali già noti alle autorità

La vittima aveva denunciato il marito per maltrattamenti. L’operaio, 42 anni, era stato arrestato, ma in seguito era tornato libero con il divieto di avvicinarsi alla moglie e l’obbligo di indossare un braccialetto elettronico.

Quelle misure non avevano impedito all’uomo di raggiungere la donna. Avrebbe acquistato un martello, quindi l’avrebbe aspettata lungo il tragitto abituale dell’autobus per aggredirla. Dopo la morte di Fatiha El Afghani, dovrà ora rispondere di femminicidio, con accuse più pesanti rispetto a quelle contestate al momento dell’arresto.

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