Telefono a 12 anni, rischio a 14: cosa emerge su cibo e corpo
Un’analisi su circa 9mila adolescenti segnala un legame tra l’uso precoce dello smartphone e alcuni comportamenti associati ai disturbi alimentari.
L’età del primo smartphone potrebbe essere collegata alla comparsa, due anni più tardi, di segnali legati al rapporto con il cibo e con il proprio corpo. È quanto emerge da una ricerca dell’Università della California condotta su 9mila ragazzi: chi aveva ricevuto il telefono a 12 anni mostrava a 14 anni un rischio maggiore di alcuni disturbi alimentari.
Il legame tra telefono e alimentazione
Tra gli elementi osservati dai ricercatori compaiono le abbuffate e il timore di ingrassare. Lo studio associa quindi l’arrivo precoce dello smartphone a comportamenti e preoccupazioni che possono rientrare nell’area dei disturbi alimentari.
Il dato indica una relazione tra l’età di accesso al dispositivo e la salute degli adolescenti, ma non dimostra da solo che sia lo smartphone a provocare direttamente questi problemi. La ricerca si concentra infatti sul collegamento tra i due fenomeni nei ragazzi esaminati.
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Un fenomeno già diffuso in Italia
Il tema riguarda da vicino anche le famiglie italiane. In seconda media, infatti, possiede uno smartphone circa nove bambini su dieci, una proporzione che rende molto comune l’accesso al telefono già intorno ai 12 anni.
La diffusione del dispositivo coincide dunque con la fascia d’età presa in esame dalla ricerca californiana. Il passaggio tra scuola primaria e adolescenza diventa così un momento centrale per osservare eventuali cambiamenti nelle abitudini alimentari e nella percezione del proprio peso.
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