615notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Taranto, chiusura dell’area a caldo confermata in Cassazione

Respinti i ricorsi contro la decisione di Milano; coinvolti oltre 10mila lavoratori, 8.600 già in cassa integrazione

La Corte di Cassazione ha respinto tutti i ricorsi contro la chiusura dell’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto. La decisione rende definitiva la pronuncia della Corte d’Appello civile di Milano.

Offerta del giorno30 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 62 giorni
*********


Le conseguenze per i lavoratori

La conclusione del procedimento giudiziario lascia aperte numerose incognite occupazionali. Sono oltre 10mila le persone interessate tra dipendenti diretti dello stabilimento e addetti dell’indotto.

La cassa integrazione riguarda già 8.600 lavoratori. I sindacati chiedono ora un intervento economico del governo per sostenere chi rischia di restare senza prospettive.


Le richieste dei sindacati

“Continuiamo a chiedere che il governo finanzi le misure straordinarie per i lavoratori, la legge speciale per Taranto deve essere messa in pista nel più breve tempo possibile”, hanno affermato le organizzazioni sindacali dopo la sentenza.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

Per i rappresentanti dei lavoratori, chiusa la fase davanti ai giudici, l’attenzione deve concentrarsi sulle tutele occupazionali e sugli strumenti dedicati al territorio tarantino.


Le motivazioni della sentenza

La Suprema corte ha confermato la presenza di un elevato livello di inquinamento nell’impianto e di rischi concreti per la salute della popolazione. Tra gli elementi richiamati figurano anche le emissioni di polveri sottili.

Nel sito restano inoltre più di 2mila tonnellate di amianto. Questi fattori hanno sostenuto la conferma del provvedimento che disponeva la cessazione delle attività nell’area a caldo.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere