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Cronaca 2 min di lettura2 ore fa

Tangenziale di Bologna, 25enne raccoglie i rifiuti del corteo

La studentessa toscana ha agito insieme ai coinquilini dopo il passaggio di 50mila persone nella protesta

Maria Vittoria Terrosi, 25 anni, ha raccolto bottiglie e altri rifiuti lungo la tangenziale di Bologna dopo il passaggio del corteo contro il carovita. Il gesto della studentessa toscana, ripreso da un altro partecipante, è stato poi condiviso online e accolto con numerosi apprezzamenti.

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Il gesto nato tra i manifestanti

Terrosi, che vive a Bologna come studentessa fuori sede, ha preso un sacchetto di plastica e ha cominciato a rimuovere ciò che era rimasto sull’asfalto. Non era sola: alcuni coinquilini e altri partecipanti alla manifestazione si sono uniti alla raccolta, fornendo anche altri sacchetti.

La giovane ha spiegato che l’azione è nata mentre il gruppo stava lasciando la tangenziale. Dopo essersi accorta della presenza di alcuni rifiuti, ha deciso di intervenire per evitare che quella fosse l’immagine associata alla protesta. «È stato un gesto collettivo e non un fenomeno individuale», ha precisato parlando dell’iniziativa.

La scelta, ha raccontato, riflette l’educazione ricevuta in famiglia e l’esperienza maturata come caposcout. Per lei si tratta di un comportamento già visto in altre manifestazioni, in Italia e all’estero, più vicino alle normali regole di convivenza che a un’azione eccezionale.

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La protesta senza scontri

Secondo Terrosi, alla fine è bastato un solo sacchetto per raccogliere i rifiuti lasciati lungo il percorso. Rispetto alle circa 50mila persone presenti, ha definito quella quantità minima e ha invitato a considerare anche gli aspetti ordinati e pacifici del corteo.

Nel primo pomeriggio di venerdì, i manifestanti erano entrati in tangenziale dalle rampe, durante una grande mobilitazione dedicata al costo della vita. La giovane ha sostenuto che esprimere pubblicamente il proprio dissenso e rivendicare i propri diritti possa avvenire senza arrivare a un confronto violento.

La protesta, ha aggiunto, mirava a manifestare il disagio dei partecipanti e a trasferirne gli effetti nella società, anche attraverso l’occupazione temporanea della tangenziale. «Non per forza dobbiamo tornare a casa malmessi», ha detto commentando il termine pacifico dello sciopero e l’assenza di scontri.

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