Studenti in piazza, la protesta non si ferma: nuovo corteo il 17 ottobre
Dopo le tensioni in diverse città, la mobilitazione scolastica annuncia un nuovo appuntamento insieme alla Cgil mentre il governo condanna gli episodi violenti.
La protesta studentesca non si esaurirà con i cortei del “No Meloni Day”. Sabato 17 ottobre è prevista una nuova mobilitazione, destinata a confluire nell’iniziativa della Cgil, con l’obiettivo di dare continuità alle richieste avanzate nelle scuole.
L’appuntamento è sostenuto dalla Rete degli studenti, dai collettivi Osa e Cambiare rotta, dall’Unione degli studenti e da altre sigle. Angela Verdecchia, coordinatrice della Rete degli studenti, ha annunciato: «Con “Generazione Fuoriclasse” vogliamo costruire una mobilitazione permanente, capace di andare oltre la singola giornata di sciopero e dare continuità alle rivendicazioni che arrivano dalle scuole. Dopo Francia e Spagna tocca a noi».
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Governo e opposizioni, accuse incrociate
Gli scontri hanno aperto un confronto politico sulle responsabilità della giornata. Giorgia Meloni ha detto di apprezzare la partecipazione degli studenti, distinguendola però dagli attacchi alle forze dell’ordine e dal lancio di bombe carta. La presidente del Consiglio ha chiesto a tutti i partiti di sostenere manifestazioni prive di violenza e ha criticato i leader dell’opposizione per non aver condannato con chiarezza gli episodi più gravi.
Elly Schlein ha replicato che le difficoltà economiche dei giovani e il degrado degli edifici scolastici non possono essere imputati a chi scende in strada. La segretaria del Partito democratico ha invitato Meloni a concentrarsi sulle risposte da offrire agli italiani. Angelo Bonelli, invece, ha affermato che ogni forma di violenza viene condannata senza ambiguità, chiedendo alla premier di porgere le proprie scuse a studenti e insegnanti.
Una giornata nata dalle proteste scolastiche
La mobilitazione era stata convocata per denunciare le condizioni degli istituti, contestare le risorse destinate all’industria militare, opporsi al provvedimento sul tetto agli immigrati nelle scuole e manifestare solidarietà agli studenti francesi. Lo slogan più ripetuto nei cortei è stato «Vogliamo più aule e meno bombe».
Secondo gli organizzatori, la partecipazione complessiva ha superato quota 400mila persone. Le iniziative hanno interessato numerose città, da Torino a Padova, passando per Bologna, Roma, Napoli e Cagliari, ma in alcuni casi il confronto con la polizia è degenerato.
Roma e Torino, gli episodi più tesi
A Roma il corteo, partito dall’Esquilino, ha attraversato l’area del Colosseo prima di dirigersi verso il ministero dell’Istruzione in viale Trastevere. Durante il percorso sono state incendiate bandiere di Israele e degli Stati Uniti; davanti al dicastero sono stati lanciati petardi e lacrimogeni contro l’edificio, sorvegliato dagli agenti.
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Il ministro Giuseppe Valditara ha definito quanto accaduto «non l’espressione democratica del dissenso, né difesa della scuola, ma aggressione alle istituzioni e teppismo politico». A Torino, invece, alcuni insegnanti hanno aperto il corteo dietro lo striscione “Assemblea Torino” e, nei momenti più delicati, hanno cercato di separare i manifestanti dalle forze dell’ordine.
Nella zona di piazza Castello, un gruppo di partecipanti con il volto coperto ha lanciato pietre e torce contro gli agenti, che hanno reagito con cariche di alleggerimento. Tre minorenni sono stati arrestati in flagranza per resistenza aggravata a pubblico ufficiale; più di 50 persone sono state identificate. I tre giovani dovranno rispondere anche dell’accusa di porto di oggetti destinati a offendere: due avevano spray urticanti, mentre il terzo aveva con sé pietre.
Sagome e fumogeni nelle altre città
A Milano alcuni ragazzi hanno collocato vicino ai cassonetti due sagome raffiguranti Giorgia Meloni e Giuseppe Valditara, capovolte e colpite con uova. La scena è stata accompagnata da cori con riferimenti a Tito e alla lotta antifascista. Rappresentazioni analoghe della premier e del ministro sono state portate anche a Genova, dove davanti alla sede di Confindustria è stato dato alle fiamme un carro armato di cartone.
A Bologna il passaggio del corteo ha rallentato la circolazione lungo i viali. Il gruppo ha poi raggiunto la stazione, dove gli agenti in tenuta antisommossa hanno bloccato l’accesso; fumogeni e bottiglie sono stati lanciati dai manifestanti e si è verificato un contatto, concluso con l’intervento degli scudi della polizia.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha sostenuto che le forze di polizia hanno affrontato una giornata complessa con professionalità, fermezza ed equilibrio, anche di fronte alle aggressioni. I sindacati degli agenti riferiscono di circa dieci feriti tra le forze dell’ordine, soprattutto negli incidenti registrati a Roma e Torino.
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