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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Studenti in piazza, la protesta degenera: tensione da Roma a Torino

Cortei per scuola e contro la guerra hanno attraversato diverse città, tra occupazioni, lanci di oggetti e interventi delle forze dell’ordine.

A Roma la protesta è sfociata in momenti di forte tensione nei pressi del ministero dell’Istruzione. Alcune persone con il volto coperto hanno lanciato bombe carta e spostato cassonetti sulla carreggiata, prima di affrontare gli agenti schierati davanti all’edificio.

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Roma e Bologna sotto pressione

Nella capitale i disordini hanno accompagnato una mobilitazione nata attorno ai temi della scuola, della guerra e delle risorse destinate agli armamenti. Il passaggio davanti al ministero ha segnato la fase più critica della manifestazione romana.

A Bologna, invece, la situazione più delicata si è verificata nella zona della stazione. A Napoli il dissenso ha assunto una forma diversa: numerosi istituti scolastici sono stati occupati dagli studenti.


Torino, il fronte più teso

Il bilancio più problematico arriva però da Torino, dove un gruppo numeroso di giovani ha raggiunto l’area della prefettura. Alcuni partecipanti, con il volto nascosto, hanno scagliato contro le forze dell’ordine oggetti di vetro e bastoni.

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Gli agenti hanno reagito utilizzando gli idranti, riuscendo a respingere i manifestanti. A Milano, parallelamente, alcuni studenti hanno tentato di entrare in un cantiere, aggiungendo un ulteriore episodio di agitazione alla giornata.


Padova rafforza i controlli

A Padova il dispositivo di sicurezza è stato particolarmente imponente. Lungo il tragitto del corteo sono state posizionate camionette e mezzi con idranti, mentre un elicottero della polizia sorvegliava la zona.

La decisione è arrivata dopo un’inchiesta della Digos su una conversazione in rete nella quale sarebbero stati diffusi messaggi di incitamento alla violenza. Nel complesso, la giornata ha unito richieste legate all’istruzione e contestazioni contro la guerra alle tensioni registrate in più centri italiani.

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