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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Striscioni bruciati nelle scuole: la Cgil porta il caso in Procura

Dopo gli episodi segnalati in quattro comuni del Bolognese, il sindacato chiede accertamenti e invoca un’iniziativa anche da parte del provveditore.

Conti considera quanto accaduto «gesti assurdi e antistorici». La reazione arriva dopo una serie di episodi che hanno coinvolto gli striscioni con la scritta “A scuola nessuno è straniero”, rimossi con violenza o dati alle fiamme.


La Cgil chiede un passo in più

Il sindacato ritiene che la vicenda non debba restare confinata alle segnalazioni già emerse. Nel mirino ci sono comportamenti avvenuti in diverse località del territorio bolognese, con un messaggio rivolto alle scuole e poi danneggiato.

Tra le richieste della Cgil c’è anche un’azione da parte dell’amministrazione scolastica. «Sarebbe importante che anche il provveditore denunciasse», ha affermato il sindacato, indicando così l’opportunità di un’iniziativa istituzionale parallela.

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Episodi in più comuni

Il caso non riguarda soltanto Casalecchio. Segnalazioni analoghe sono arrivate anche da Bologna, Valsamoggia e Sant’Agata, delineando una sequenza distribuita in più centri.

Gli striscioni, legati alla frase “A scuola nessuno è straniero”, sarebbero stati strappati oppure bruciati. Proprio la ripetizione degli episodi ha spinto la Cgil a rivolgersi alla Procura con un esposto, chiedendo che i fatti vengano esaminati.

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