Stasi, il test sul Dna che poteva cambiare tutto: cosa è emerso
Due analisi negative sui pedali della bicicletta non sarebbero mai entrate nel procedimento contro Alberto Stasi, secondo la Procura di Pavia
Un esame genetico eseguito nel 2007 sui pedali della bicicletta di Chiara Poggi avrebbe prodotto, il giorno dopo un primo risultato positivo, due esiti completamente negativi. Quelle analisi, però, non risultano presenti negli atti del procedimento a carico di Alberto Stasi e, secondo la Procura di Pavia, avrebbero potuto incidere sulla sua posizione già 19 anni fa.
La circostanza è stata individuata dai consulenti della difesa di Stasi nei dati originali consegnati dal Ris di Parma alla Procura il 6 novembre 2025, nell’ambito dell’inchiesta su Andrea Sempio. Gli esperti della Procura hanno poi verificato l’esistenza delle due analisi e la loro discordanza rispetto al risultato precedente.
Il risultato negativo rimasto fuori dagli atti
Il campione esaminato era indicato con la sigla bu_p e proveniva dai pedali della bicicletta Umberto Dei. Da quel reperto, il 19 settembre 2007, era stato ricavato un profilo genetico attribuito dai consulenti dell’accusa a Chiara Poggi. Il giorno successivo, tuttavia, lo stesso materiale fu sottoposto a nuove verifiche elettroforetiche, entrambe prive di esito genetico.
Il procuratore di Pavia Fabio Napoleone riferisce che dei relativi tracciati non è stata trovata alcuna traccia nel fascicolo del procedimento e del processo contro Stasi. La Procura sottolinea quindi che quel risultato non venne utilizzato nel percorso giudiziario, nonostante potesse costituire un elemento utile per la difesa dell’ex imputato.
La nuova verifica della Procura
La scoperta è contenuta nella consulenza affidata dalla difesa agli esperti Ugo Ricci e Pasquale Linarello, incaricati di analizzare i dati grezzi trasmessi dal Ris di Parma. I due professionisti hanno individuato le due corse elettroforetiche del 20 settembre 2007 e le hanno giudicate compatibili con una possibile ricostruzione favorevole a Stasi.
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Per chiarire l’origine della differenza tra i risultati, la Procura ha ascoltato alcuni appartenenti al Ris dell’epoca, tra cui l’ex generale Garofano, e ha coinvolto i propri consulenti Carlo Previderè e Pierangela Grignani. La loro valutazione ha confermato che le analisi negative esistevano e che quella contraddizione avrebbe richiesto ulteriori approfondimenti.
Il nodo delle analisi mai approfondite
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, il primo profilo era stato considerato dal consulente del pubblico ministero attribuibile alla vittima "oltre ogni ragionevole dubbio". La successiva assenza di materiale genetico nelle due verifiche del 20 settembre introduce però un elemento di contrasto che, stando alla Procura, non risulta essere stato esaminato adeguatamente all’epoca.
Napoleone precisa che il dato è emerso durante gli accertamenti integrativi svolti nell’indagine su Sempio. La Procura non presenta quindi una nuova conclusione sul processo a Stasi, ma segnala che nel fascicolo mancavano risultati tecnici già disponibili e potenzialmente rilevanti per la valutazione del reperto.
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