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Cronaca 2 min di lettura5 giorni fa

Spada resta in carcere: il giudice teme altri casi e prove alterate

Il gip di Forlì ha escluso i domiciliari per l’ex autista-soccorritore della Croce Rossa di Forlimpopoli, contestando ancora il rischio di nuove condotte e di manovre sulle prove.

Luca Spada non lascia il carcere. Il 28enne ex autista-soccorritore della Croce Rossa di Forlimpopoli, indagato per l’omicidio volontario aggravato di Deanna Mambelli, resterà detenuto dopo il no del gip di Forlì Ilaria Rosati alla richiesta di attenuare la misura cautelare.

La decisione arriva mentre l’inchiesta resta aperta su altri cinque decessi giudicati sospetti dalla Procura. Spada è atteso davanti alla Corte d’Assise il 15 ottobre, mentre la difesa aveva chiesto la revoca della custodia in carcere o, in alternativa, i domiciliari.


Perché i domiciliari sono stati esclusi

Secondo il giudice, non sono venute meno le ragioni che avevano portato alla detenzione. Rosati ha ritenuto ancora concreto il pericolo di reiterazione del reato e quello di alterazione del materiale probatorio.

I legali Marco Martines e Gloria Parigi, come riportato dalla stampa locale, avevano proposto come domicilio la casa della compagna. Avevano sostenuto che il licenziamento per giusta causa dalla Croce Rossa, datato 4 maggio, facesse cadere il rischio di ulteriori fatti analoghi.

Il gip, però, ha respinto questa lettura. Nelle sue valutazioni ha richiamato anche il parere dei carabinieri del Racis, che avrebbero descritto una personalità ossessiva e incontrollabile, segnalando che la possibile pericolosità non sarebbe legata soltanto all’ambiente di lavoro.

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L’ipotesi dell’accusa e l’esame autoptico

L’ordinanza osserva inoltre che non è stato ancora chiarito un movente e che, proprio per questo, non ci sono elementi sufficienti per escludere nuove condotte. Resta confermato anche il rischio di inquinamento delle prove, collegato alla presunta capacità di dissimulare attribuita all’indagato.

Per la Procura, Spada avrebbe provocato embolie gassose immettendo aria nelle cannule venose di pazienti anziani e fragili durante i trasferimenti sanitari. L’autopsia su Deanna Mambelli, affidata al medico legale Donatella Fedeli, ha indicato proprio un’embolia gassosa come causa della morte.

La donna è deceduta il 25 novembre 2025 durante un trasporto in ambulanza. La difesa contesta le accuse e continua a respingere l’impianto dell’indagine.

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