Senza Sinner, il vero esame per Mediaset arriva a novembre
Le Atp Finals di Torino saranno il primo banco di prova televisivo senza il campione altoatesino, dopo ascolti da record e una scelta di palinsesto ancora da definire.
Per Mediaset il problema non riguarda soltanto l’assenza di un giocatore: in discussione c’è anche il valore televisivo di un evento acquistato quando Jannik Sinner sembrava il volto ideale per accompagnarne il debutto in chiaro. Le Atp Finals di Torino si disputeranno dal 15 al 22 novembre, ma il campione altoatesino non sarà tra gli otto qualificati.
La società dovrà quindi stabilire dove collocare le partite e quale spazio riservare loro nel palinsesto. Con Sinner in campo nelle sessioni serali, l’ipotesi più naturale sarebbe stata quella di utilizzare Canale 5, anche a costo di interrompere temporaneamente “La Ruota della Fortuna”. Ora, invece, diventano concrete le alternative Italia 1 e persino 20.
Il torneo perde il suo volto più forte
A febbraio Mediaset aveva comunicato l’acquisizione dei diritti in chiaro puntando sull’immagine di Sinner. La decisione era stata presa otto mesi prima dell’inizio della manifestazione e senza poter prevedere l’assenza dell’azzurro, annunciata dopo un lungo problema al ginocchio con un ritorno indicato non prima del 2027.
Il precedente televisivo rende evidente la difficoltà del momento. Nel 2025 fu proprio Sinner a conquistare il torneo, superando Carlos Alcaraz nella finale trasmessa da Rai 2: quella partita raggiunse 5,4 milioni di spettatori e una quota d’ascolto vicina al 29%.
Mediaset si trova dunque a promuovere un prodotto che, già nella fase di lancio, ha perso il protagonista più riconoscibile. Lorenzo Musetti e Flavio Cobolli possono ancora offrire risultati importanti, ma il loro richiamo iniziale, secondo quanto emerge dal confronto con Sinner, non parte dallo stesso livello.
La tv cerca una risposta negli ascolti
Il dubbio centrale riguarda la reazione del pubblico italiano davanti a una competizione privata del suo principale elemento di attrazione. Nel calcio il potenziale della Nazionale rende più semplice stimare l’interesse, mentre nel tennis il peso di un singolo campione può incidere molto di più sulla scelta di seguire un incontro.
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Un confronto utile arriva dai Mondiali di calcio. La Rai affrontò l’acquisto dei diritti nel 2022 e anche quest’anno senza avere certezze sul percorso dell’Italia. In Qatar ottenne l’intero torneo; quattro anni più tardi si limitò invece a 35 gare sulle 104 complessive, privilegiando le partite collocate nelle fasce serali più appetibili.
L’assenza della Nazionale guidata da Gattuso ha comportato un danno economico e televisivo, ma la prima fase della competizione ha comunque mantenuto una quota d’ascolto quasi sempre superiore al 25%. La semifinale Inghilterra-Argentina arrivò al 52%, mentre la finale Argentina-Spagna raccolse 12,5 milioni di spettatori, pari al 68%.
La scelta del canale resta aperta
Per le Atp Finals non esistono però garanzie analoghe. Il torneo conserva il prestigio legato alla presenza dei migliori otto giocatori del mondo, ma l’assenza di Sinner modifica la percezione dell’appuntamento proprio nel momento in cui Mediaset deve presentarlo al pubblico.
La collocazione definitiva sarà quindi un segnale importante. Un ridimensionamento dell’evento potrebbe spingere l’azienda verso Italia 1 o 20; una valutazione più ottimistica degli ascolti lascerebbe invece aperta la possibilità di coinvolgere la rete principale.
L’acquisizione, effettuata quando il quadro sportivo era molto diverso, si trasforma così in una scommessa dagli esiti incerti. Mediaset dovrà misurare il torneo senza il giocatore che aveva contribuito a renderlo immediatamente riconoscibile: il risultato degli ascolti dirà quanto il tennis riesca a reggersi, in televisione, anche senza il suo campione più popolare.
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