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Cronaca 2 min di lettura15 ott

Selfie accanto alle bare, la rabbia dei familiari: processo Spada rinviato

L’udienza sulla morte di Deanna Mambelli riprenderà il 22 ottobre: al centro resta la validità dell’autopsia su cui si fonda l’accusa

A lasciare sconvolti i familiari di Deanna Mambelli sono soprattutto le immagini circolate sui mezzi di informazione, tra fotografie accanto alle bare e scene legate alle riesumazioni. L’avvocato Massimiliano Starni riferisce che la famiglia considera quei comportamenti difficili da comprendere, indipendentemente dall’esito del procedimento.

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Quelle immagini hanno scosso la famiglia

«Farsi dei selfie con le bare o con le riesumazioni dei cadaveri è una cosa un po’ particolare», ha osservato Starni, rappresentante dei congiunti della donna. Il legale ha aggiunto che, dopo aver esaminato gli atti, la parte civile ritiene pienamente confermata la responsabilità di Luca Spada.

La famiglia, presente all’udienza, ha incontrato per la prima volta il 28enne di Meldola, già autista della Croce Rossa. Secondo il racconto del loro avvocato, i parenti sono apparsi profondamente turbati anche per la complessità della giornata e per il numero di persone presenti in aula.


Il primo confronto davanti ai giudici

Tra i familiari e l’imputato non ci sarebbe stato alcun contatto visivo: Spada avrebbe mantenuto gli occhi rivolti verso il basso per tutta la durata dell’udienza. Per i congiunti di Mambelli, trovarsi davanti alla persona accusata della sua morte ha rappresentato un passaggio particolarmente doloroso.

La vicenda riguarda Deanna Mambelli, 85 anni, morta il 25 novembre 2025 mentre veniva trasferita in ambulanza dall’ospedale di Forlì a una struttura privata. La paziente era destinata a un percorso di riabilitazione successivo a un intervento chirurgico.

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L’autopsia resta il nodo centrale

Il procedimento è entrato in una fase decisiva per una questione preliminare: la difesa sostiene che la prima autopsia non possa essere utilizzata perché Spada non avrebbe avuto la possibilità di prendervi parte. La procura e i familiari della vittima sostengono invece la tesi opposta.

Starni ha spiegato che il primo esame autoptico venne svolto quando non esistevano ancora elementi sufficienti per iscrivere qualcuno nel registro degli indagati. Dopo l’emersione degli indizi a carico del 28enne fu effettuato un secondo accertamento, al quale l’imputato poté partecipare secondo le garanzie previste dalla legge.


Il processo riprenderà in autunno

L’udienza è stata aggiornata al 22 ottobre. In quella data la Corte d’Assise di Forlì dovrà stabilire se la prima autopsia possa rimanere tra gli elementi utilizzabili nel dibattimento.

Il legale dei familiari si è detto fiducioso sul riconoscimento della validità dell’esame e prevede che, superato questo passaggio, possano iniziare le deposizioni dei primi testimoni. Il processo a Luca Spada, accusato dell’omicidio dell’anziana, entrerà così nella fase dedicata alla ricostruzione dei fatti.

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