Scuole evacuate, l’allarme corre via posta elettronica: cosa è successo
Da Chieti al Veneto, numerosi istituti sono stati sgomberati per minacce anonime poi rivelatesi prive di riscontri durante le verifiche
A Chieti non è stata ordinata la chiusura di tutti gli istituti cittadini e, secondo il Comune, non sono emerse condizioni di pericolo concreto. L’allarme ha comunque coinvolto otto sedi dell’Istituto comprensivo 4, con circa mille studenti fatti uscire in via precauzionale.
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Chieti, evacuati otto istituti
Tra gli edifici interessati figurano le scuole medie Mezzanotte e Ortiz, le primarie di Villaggio Celdit, Selvaiezzi e via Bosio, oltre alle scuole dell’infanzia di Villaggio Celdit, Madonna delle Piane e Selvaiezzi. La segnalazione sarebbe stata inviata alla dirigenza scolastica attraverso un messaggio anonimo.
L’intervento è scattato dopo la comunicazione relativa alla possibile presenza di un ordigno. Le autorità locali hanno però precisato che si è trattato di una misura circoscritta alle strutture coinvolte, senza un’evacuazione estesa all’intera rete scolastica della città.
Tra Arezzo e Lucca scatta la paura
Ad Arezzo l’allarme ha interessato il liceo Vasari: circa 600 tra ragazze, ragazzi e operatori della scuola sono stati allontanati alle 10.53. Vigili del fuoco, carabinieri e personale sanitario hanno raggiunto l’istituto, mentre veniva attivata la procedura prevista per le emergenze più rilevanti.
Gli studenti hanno trovato riparo nel parco pubblico di via Emilia, davanti alla scuola, e sono rimasti lì fino all’arrivo dei familiari. A Lucca, invece, una comunicazione anonima ha fatto scattare controlli in undici sedi scolastiche collegate all’istituto dell’Oltreserchio: nel testo si parlava di una bomba all’interno di un edificio.
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Il Veneto concentra più evacuazioni
Il primo intervento, nella mattinata del 19 ottobre, aveva riguardato la provincia di Verona. Per disposizione cautelativa dell’autorità giudiziaria sono stati sgomberati 27 plessi, dalla scuola dell’infanzia fino agli istituti del primo ciclo, dopo una minaccia recapitata per posta elettronica e apparentemente redatta in arabo.
Le famiglie sono state invitate a riprendere i figli. In attesa delle verifiche, i minori sono stati raccolti nelle palestre e successivamente accompagnati a casa. In provincia di Padova, altri messaggi hanno portato all’uscita temporanea degli alunni dalla scuola Rodari del capoluogo, dall’istituto Newton di Camposampiero e dalla Vivaldi di Montegrotto Terme.
Controlli senza ritrovamenti
Le squadre specializzate della questura e dei carabinieri hanno ispezionato gli edifici indicati nelle segnalazioni padovane, senza trovare materiali esplosivi. Anche negli altri casi le operazioni sono state disposte per prudenza e non hanno prodotto, secondo le informazioni disponibili, conferme alla minaccia.
Nel complesso, la giornata ha coinvolto circa cinquanta plessi tra Veneto, Toscana e Abruzzo. Le diverse evacuazioni sono state collegate a comunicazioni anonime, mentre studenti e personale scolastico venivano spostati in aree sicure, palestre o spazi all’aperto durante le verifiche.
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