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Cronaca 2 min di lettura3 ore fa

Scuola, Salis guarda alla Francia: in Italia ci sono tutte le ragioni

L’europarlamentare di Avs rilancia il tema della mobilitazione scolastica mentre in Francia le proteste hanno già portato a oltre 600 arresti.

Le proteste studentesche esplose in Francia diventano per Ilaria Salis un possibile punto di riferimento anche per l’Italia. L’europarlamentare di Avs sostiene che le difficoltà della scuola pubblica italiana potrebbero giustificare una mobilitazione analoga, citando strutture degradate, aule troppo affollate e condizioni di lavoro sempre più pesanti.


Salis rilancia la mobilitazione italiana

In un messaggio pubblicato sui social, Salis ha sottolineato che la protesta francese è nata negli istituti superiori, in particolare nelle periferie, per poi estendersi alle università e coinvolgere anche il personale docente. Secondo la parlamentare europea, il movimento potrebbe allargarsi ulteriormente, visto che manifestazioni e blocchi stanno interessando numerose città francesi.

Il passaggio dedicato all’Italia è diretto: «Anche in Italia ci sarebbero tutte le ragioni per una mobilitazione di questa portata». Nel suo intervento, Salis ha indicato tra le cause le scuole che necessitano di interventi, il sovraffollamento delle classi, gli stipendi ritenuti insufficienti e il peggioramento delle condizioni professionali del personale scolastico.


In Francia tensione ancora alta

L’appello dell’europarlamentare arriva mentre il quadro francese resta segnato da forti tensioni. Le proteste dei giorni scorsi hanno coinvolto intere città e, secondo i dati riportati, hanno prodotto oltre 600 arresti e 40 presidi feriti.

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Salis ha inoltre ricordato che per martedì 6 ottobre è stata annunciata una giornata di mobilitazione sostenuta dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori, dagli insegnanti e dagli studenti. L’obiettivo indicato è dare ulteriore forza alle iniziative già avviate dal movimento studentesco.


Il nodo degli investimenti nella scuola

Nel confronto tra i due Paesi, Salis ha posto l’accento anche sulle risorse destinate all’istruzione. A suo avviso, l’Italia investirebbe nella scuola una quota della ricchezza nazionale sensibilmente più bassa rispetto alla Francia, elemento che renderebbe ancora più urgente discutere del futuro dell’istruzione pubblica.

La conclusione del messaggio affida alla scuola un ruolo centrale per la società e per le generazioni future. «La scuola pubblica è un diritto fondamentale e il miglior investimento che possiamo fare per il nostro futuro», ha scritto Salis, esprimendo il proprio sostegno al movimento studentesco francese.

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