Scuola occupata a Genova: i numeri degli studenti alle famiglie
Al nautico San Giorgio il dirigente avrebbe contattato un gruppo studentesco e diffuso recapiti parziali dei presunti organizzatori della protesta.
Una circolare ha portato nelle case delle famiglie alcuni recapiti telefonici associati ai ragazzi ritenuti promotori dell’occupazione del nautico San Giorgio di Genova. I numeri non erano completi, ma le ultime tre cifre permettevano agli interessati di riconoscerli; ai genitori è stato chiesto di affrontare la questione con i figli.
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I recapiti indicati nella circolare
Il documento è stato pubblicato sul registro elettronico dell’istituto dal dirigente Paolo Fasce. L’elenco, secondo la denuncia degli studenti, avrebbe consentito di individuare i giovani coinvolti nell’organizzazione della protesta senza riportare per esteso i loro numeri di telefono.
La comunicazione alle famiglie è arrivata mentre all’interno della scuola era in corso l’occupazione. L’iniziativa, cominciata ieri, ha alimentato le contestazioni degli studenti nei confronti della gestione dell’istituto e delle condizioni dell’edificio.
Le criticità denunciate dagli studenti
Al centro della protesta ci sono anche diversi problemi strutturali. I ragazzi segnalano corpi illuminanti fissati con nastro adesivo, porte danneggiate, pareti in cartongesso sulle quali è vietato fare pressione perché considerate incapaci di reggere spinte laterali e quadri o cavi elettrici lasciati esposti.
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A queste situazioni si aggiungono condizioni generali di degrado che, secondo gli occupanti, renderebbero necessario un intervento sulla sicurezza e sulla manutenzione degli spazi scolastici. Le loro rivendicazioni si inseriscono nel quadro più ampio delle mobilitazioni contro la guerra e l’aumento del costo della vita.
Il dirigente nel gruppo degli studenti
Gli studenti sostengono inoltre che Fasce sia entrato in un gruppo di messaggistica utilizzato per coordinare l’occupazione. In quel contesto, sempre secondo la loro versione, avrebbe prospettato la sospensione per i partecipanti con l’obiettivo di fermare l’iniziativa.
La protesta è comunque partita e ha investito direttamente il nautico genovese. La vicenda ruota ora intorno sia alle condizioni denunciate nei locali della scuola sia alle modalità con cui la dirigenza ha cercato di risalire agli organizzatori e di coinvolgere le famiglie.
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