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Cronaca 1 min di lettura3 giorni fa

Scuola, la protesta corre in Italia mentre il decreto resta fermo

Striscioni e mobilitazioni accompagnano il confronto dell’esecutivo sulle risorse, con la firma del provvedimento ancora rinviata.

Striscioni e flash mob hanno portato nelle scuole italiane il dissenso legato al provvedimento ancora in sospeso. La mobilitazione si è manifestata in diverse città mentre il governo continua a lavorare sul testo.


La protesta entra nelle scuole

Le iniziative si sono moltiplicate con cortei simbolici e azioni pubbliche organizzate in tutta Italia. Il tema del decreto è così arrivato direttamente nelle classi, prima ancora che l’iter istituzionale fosse concluso.

A pesare sul confronto non c’è soltanto la contestazione, ma anche la necessità di chiarire come finanziare le misure previste. La definizione delle coperture resta infatti uno dei punti su cui l’esecutivo sta intervenendo.


Valditara esclude le classi ghetto

Nel dibattito è intervenuto anche Giuseppe Valditara, che ha respinto l’ipotesi di una scuola organizzata attraverso divisioni penalizzanti. “No a classi ghetto”, ha affermato il ministro.

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La dichiarazione si inserisce in una fase caratterizzata da proteste e discussioni sul contenuto del decreto. Il testo, tuttavia, non ha ancora completato il percorso necessario per arrivare alla firma.


Il provvedimento resta in attesa

Il governo sta mettendo a punto il documento per stabilire in modo definitivo le risorse disponibili. Questo lavoro ha fatto slittare il passaggio atteso al Quirinale.

La firma del Presidente della Repubblica, inizialmente attesa, non è quindi ancora arrivata. Nel frattempo, nelle scuole proseguono le iniziative di protesta.

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